Gallo Cedrone Avvistato casualmente da due operai. Grande soddisfazione per gli ornitologi bergamaschi. Mentre a Trento, in pompa magna, gli si dedicava un intero convegno organizzato dall’Associazione cacciatori trentini, lui, anzi lei, appariva incredibilmente, a distanza di scarpone, sul cammino di due giovani ornitologi bergamaschi (Simone Ciocca e Marino Curnis) impegnati nei rilevamenti per il censimento provinciale dell’avifauna nidificante. Volendo già far luce sul mistero, possiamo ammettere che la protagonista di questa breve nota è una femmina adulta di (Tetrao urogallus), una tra le specie alpine più minacciate di estinzione.

La femmina accovacciata nell’erba era stata in verità già notata da alcuni operai impegnati in zona che, nello stupore generale, si sono lentamente avvicinati per sincerarsi del suo stato di salute fornendole, come cibo, una mela per nulla disdegnata dal galliforme.

Dopo essersi alimentata, l’animale ha compiuto alcuni voli mostrando un’ottima padronanza nei movimenti ma si è successivamente riavvicinata al punto da cui si era involata. A questo punto si è formulata l’ipotesi che l’individuo fosse di origine domestica, successivamente smentita anche grazie all’intervento dell’agente di Polizia provinciale Cristiano Baroni che, constatata la selvaticità del tetraonide, lo ha opportunamente liberato.

Gallo Cedrone
Il Gallo Cedrone fotografato sulle Orobie

L’incredibile scena è avvenuta a circa 1300 metri di quota non troppo distante da in alta Val , probabilmente in uno degli ultimi settori provinciali in continuum con l’area vitale di questa specie che in Lombardia risulta sempre più confinata al versante valtellinese delle .
Il gallo cedrone, animale affascinante e misterioso, è legato sia agli ambienti nordici della taiga sia a quelli , dove è giunto nel corso delle ultime glaciazioni. Successivamente, sulle Alpi inizia il processo di trasformazione del territorio ad opera umana che è culminato negli ultimi secoli con uno sfruttamento delle foreste davvero intenso.

Tale azione è risultata assai dannosa per gran parte degli ecosistemi ma il gallo cedrone ne ha tratto vantaggio, favorito da foreste rade e ricche di mirtilli. A partire dagli anni ’60, l’uomo ha progressivamente abbandonato la e il gallo cedrone ha iniziato a soffrire la dinamica di rinaturalizzazione della foresta alpina in tutti i Paesi europei. Animale assai timido ed elusivo, il gallo cedrone ha anche patito enormemente la caccia, ora vietata in tutta Italia e in gran parte dell’Europa alpina, poiché ne ha decimato le popolazioni impoverendone anche la variabilità genetica.
A questi fattori va poi aggiunto quello legato al disturbo umano portato nelle arene di canto e gli affronti che coinvolgono direttamente gli ambienti riproduttivi quali strade e piste forestali, aree di addestramento cani, motocross e interventi selvicolturali di dubbia utilità.

Anche per quanto riguarda la , negli scorsi decenni la specie è andata incontro a una inarrestabile diminuzione fino a far ragionevolmente ritenere infondata che gli sporadici avvistamenti di cedroni nei nostri boschi possano rimandare a una popolazione vitale. Questa segnalazione comunque riaccende la speranza, anche perché negli ultimi anni la presenza della specie è stata documentata nel vicino Comune di mentre alcune segnalazioni legate al massiccio della Presolana e dell’alta Val Seriana sono attualmente considerate poco probabili o meritevoli di ulteriore conferma.

Data la rarità della specie e l’elevato grado di elusività nel corso di tutto l’anno, il Gruppo ornitologico chiede la collaborazione di tutti coloro che possano fornire informazioni sull’attuale presenza del galliforme in provincia di contattando la sede del gruppo presso il Museo di Scienze naturali di (Marco Valle) o via e-mail mvalle@comune.bg.it.

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