San Giovanni Bianco – Il palasport di cerca un nuovo gestore: il Comune ha recentemente pubblicato il bando per l’affidamento del «Imerio Testori», che comprende la palestra e il bar (la presentazione delle offerte scade il 1° settembre, la gara sarà il 2 settembre). Un bando che arriva dopo lo scioglimento forzato del contratto alla fine dello scorso giugno. I precedenti gestori, infatti, inadempienti rispetto al pagamento del canone, hanno dovuto lasciare l’attività anticipatamente.


Da alcuni mesi, peraltro, associazioni sportive e, in alcuni casi, anche le scuole, lamentavano disagi nell’utilizzo del palazzetto di via Arlecchino, per mancanza di acqua calda e corrente elettrica. La struttura, infatti, inaugurata una quindicina d’anni fa, non è in buone condizioni. In particolare – come denunciato anche dagli ultimi gestori – infiltrazioni d’acqua dal tetto e scarso isolamento rendevano particolarmente onerose le spese di riscaldamento.
Intanto, nel nuovo bando, la base d’asta per il canone annuo d’affitto è stato abbassato. «Lo abbiamo portato da 13 a 9.600 euro – spiega il commissario prefettizio Adriano Coretti – non certo perché siamo in vena di sconti, date la particolare situazione di difficoltà economica del Comune, ma perché sono state valutate le ultime gestioni. I margini di guadagno, evidentemente, non erano particolarmente alti. Si è voluto così rendere più appetibile la struttura e soprattutto renderla gestibile da un punto di vista economico».

La gestione sarà affidata per nove anni: oltre all’offerta economica, per l’aggiudicazione, varranno anche requisiti di carattere tecnico, ovvero il programma delle attività proposte e l’esperienza acquisita nella gestione di impianti sportivi. Contribuiranno alla scelta anche le proposte di miglioria del palasport. «Seppure la struttura sia valida – continua il commissario – ha i suoi anni e quindi necessita di alcuni interventi di miglioramento, per esempio la copertura e l’isolamento, fondamentali per l’utilizzo, in particolare d’inverno. Interventi proposti dall’aspirante gestore che, naturalmente, dovranno essere comprovati». E, infatti, se entro due anni dalla stipula del contratto, le riparazioni proposte non verranno eseguite il bando prevede una sanzione di 3.000 euro per ogni progetto. «Insieme al futuro gestore – prosegue Coretti – si dovrà valutare gli interventi da eseguire. L’obiettivo resta quello di ridare la struttura alla comunità nel più breve tempo possibile».

Il concessionario dovrà anche preoccuparsi di tutta la manutenzione ordinaria, dalla sostituzione di vetri rotti alla riparazione di rubinetteria, docce o altro, dall’imbiancatura alla verifica di tutte le attrezzature sportive in dotazione. Intanto, l’altro ieri, è andata deserta, per la seconda volta, l’asta per la vendita dell’ex caserma dei carabinieri di via Lungobrembo.

L’Eco di Bergamo

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