Dalle miniere, ormai in disuso da tempo, al legname, l’agricoltura e la pastorizia, l’operosità, punto di forza della Valle . Il lavoro e la produttività hanno da sempre caratterizzato l’operosità delle genti che popolano l’Alta Valle , tra le attività preminenti si ricordano le antiche miniere, ormai in disuso da tempo, il legname, l’agricoltura e la pastorizia, nonchè la produzione lattierocasearia. Dalle miniere in tempi remoti attorno al XIII secolo, venivano estratti nei vari giacimenti ora dismessi di Valtorta, Carona, Santa Brigida, Fondra ecc.

I prodotti ferrosi i cui metalli fusi e lavorati nelle locali fucine venivano poi trasportati nei grossi centri. L’industria del legno progredì invece grazie la vasta estensione boschiva di tutta l’Alta Valle, il legname allora ricavato veniva convogliato nella pianura per la lavorazione, mentre oggi lo si lavora anche nella stessa zona di produzione.

L’attività agricola, un tempo assai povera, almeno si calcola fi no al XVI secolo, ebbe un impulso quando fu introdotto il mais, ma si procedette pure alla coltivazione di altri prodotti per l’alimentazione, mentre gli abbondanti pascoli della Valle favorirono e favoriscono tuttora l’allevamento bovino ed in parte anche ovino, dalla cui lana ricavata venivano fornite già le prime industrie tessili. La qualità della razza bovina bergamasca, allora poco considerata, migliorò sensibilmente con il trascorrere degli anni, grazie ai vari incroci ottenuti con razze provenienti dalla Svizzera, fi no a raggiungere ai tempi nostri, una elevata selezione e qualifi cazione peraltro riconosciuta da anni dalle numerose fi ere bovine.

Dagli allevamenti alla rinomata produzione casearia, citando fra i tanti prodotti tipici i classici Formai de Mut ed il , il Taleggio e lo Strachitunt, l’Agrì, specialità caratterizzate dai pascoli degli dell’Alta Valle e della Valle Taleggio, ricercati formaggi ottenuti dalla lavorazione del latte proveniente dal bestiame alimentato da foraggio ricco di varie sostanze e scevro di prodotti chimici. A testimonianza di queste ed altre attività, vari oggetti ed attrezzature, molte delle quali costruite in loco, sono esposte nel Museo Etnografi co di Valtorta, in ambientazioni che riproducono le realtà d’altri tempi, mentre altre testimonianze di grande importanza sono invece raccolte nel vasto Museo della Valle di Zogno caratterizzato da numerose e signifi cative sezioni.

La Valle Brembana possiede attualmente ben sette musei, oltre ai già citati, il Museo San Lorenzo di Zogno, il Museo Brembano di Scienze Naturali di San , Museo dei Tasso e Storia Postale di , il Museo Mineralogico di di Oltre il Colle e la casa di ad Oneta di , tutte realtà assai apprezzate che raccolgono un patrimonio di collezioni scientifi che ed etnografi che, curiosità, collezioni d’arte sacra e non, quale testimonianza e vanto della antica storia brembana.

Enzo Novesi – Mensile InterValli