San Giovanni Bianco – Minoranze, gruppo di genitori e parroco contro la richiesta della giunta di acquistare un piano. Un gruppo di genitori, le minoranze in Consiglio comunale e il parroco dicono no alla vendita al Comune del primo piano dell’asilo Boselli di , nato un secolo fa per iniziativa della parrocchia.

E ora parte una raccolta firme (domani al mercato) per far cambiare idea all’Amministrazione comunale, intenzionata, invece, ad acquisire gli spazi della materna lasciati liberi dalle suore, per ricavare spazi per gli anziani. Circa 200 le che l’altra sera, al cinema dell’oratorio, hanno preso parte all’assemblea pubblica organizzata da un gruppo di genitori per discutere sulle prospettive dell’asilo, oggi di proprietà di una fondazione guidata da un Consiglio con quattro rappresentanti del Comune e dal parroco. Asilo che si trova in difficoltà economiche per i mutui da pagare e, dopo la partenza delle religiose, per i maggiori costi di gestione.

Il Comune, al primo piano, vorrebbe ricavare spazi per gli anziani, rinunciando in tal modo alla realizzazione della casa di riposo nell’ex caserma. E proprio dalla vendita del vecchio stabile che ospitava i arriverebbero i fondi per l’acquisto degli spazi all’asilo. Richiesta di acquisizione che il Cda della materna, a maggioranza, ha provvisoriamente accettato, in attesa di conoscere la cifra che sarà proposta dal Comune.

Ma la proposta ha sollevate critiche in paese, fino all’assemblea dell’altra sera e alla raccolta firme, appoggiata da un gruppo di genitori e dalle minoranze in Consiglio: quegli spazi, si dice nella petizione, potrebbe ospitare in futuro un asilo nido, oppure essere utilizzati per un eventuale ampliamento della materna. «L’asilo deve restare per l’asilo – ha detto il parroco don Luigi Manenti – e non per il centro anziani o al Comune».

Sulla situazione economica della materna Aldo Morali, componente del Consiglio per gli affari economici della parrocchia, ha ricordato che «in base a una convenzione stipulata proprio con l’Amministrazione comunale, i bilanci dell’asilo, se in rosso, dovrebbero essere ripianati dal Comune». È poi intervenuto Walter Locatelli, già sindaco leghista di San Giovanni Bianco e ora presidente del Cda dell’asilo (era invece assente il sindaco Gerardo Pozzi: un’assenza lamentata più volte dai presenti): «È stato proprio da un incontro con alcuni genitori – ha detto Locatelli – che è emersa la possibilità di utilizzare quel piano dell’asilo ora vuoto; lasciato così perderebbe valore. L’acquisto da parte del Comune ci consentirebbe di saldare il mutuo e, allo stesso tempo, di salvaguardare quegli spazi. Ricordo, inoltre, che l’asilo annualmente costa 300 mila euro e le nostre rette, dal prossimo anno, saranno di 150 euro contro una media delle altre materne di 180. Parrocchiale, statale o comunale occorre trovare una soluzione per sanare i bilanci».

Sul tavolo dello scontro, infatti, anche la futura forma di gestione della materna. «Abbiamo proposto di far diventare parrocchiale l’asilo – ha detto don Manenti – ma le condizioni avanzate dal Comune sono state considerate inaccettabili sia da parte mia sia da parte della Curia: il Comune ci chiede, in cambio, circa 500 mila euro. Inoltre l’Amministrazione non verserebbe più all’asilo, una volta diventato parrocchiale. Le trattative, comunque sono ancora aperte». Tanti gli interventi, anche dal pubblico: tra gli altri quelli dei capigruppo di minoranza Sergio Sonzogni e Tiziana Bonaiti e dell’ex presidente del Cda dell’asilo, Andrea . E c’è chi ha proposto un referendum tra la comunità.

L’Eco di