Isola di Fondra – Ha visto un’alta partecipazione di cittadini e amministratori vallari il convegno sulle organizzato a per ricordare i tragici fatti del 1810, quando un’enorme massa di investì Trabuchello causando 28 vittime. L’amministrazione comunale ha voluto proporre un incontro per far conoscere, con l’aiuto di esperti del settore, le caratteristiche delle valanghe e per essere informati su quanto, a livello di coordinamento e di progettualità, si muove attorno a questa questione.

Massimiliano Barbolini, della Flow.Ing, ha illustrato, con l’ausilio di immagini, le tipologie del fenomeno e i diversi strumenti di controllo delle valanghe. Francesco Ferro ha spiegato come vengono mappate le zone a rischio. «Le mappe di pericolosità diventano uno strumento fondamentale per lavorare su situazioni non sempre prevedibili. Gli interventi di difesa ad oggi realizzati a Trabuchello sono stati ben eseguiti. Ci sono ancora zone scoperte sulle quali si potrà lavorare per raggiungere un livello di rischio accettabile». All’incontro è intervenuto anche Claudio Merati, dello Ster di , che ha illustrato il recente «Protocollo valanghe» provinciale firmato alla fine di dicembre da diversi enti competenti in materia. «Si è costituito un tavolo tecnico con i diversi rappresentanti, – ha spiegato – per giungere ad un’attività di coordinamento completa. Questo gruppo può coordinare le attività di monitoraggio, mettere a disposizione uomini e mezzi, supportare le amministrazioni locali e essere tramite tra segnalazioni e interventi. È un modo per concretizzare la sinergia nel prevenire le conseguenze delle valanghe su uomini e cose». Durante il convegno il vicesindaco Carlo Forchini ha ricordato Felice Riceputi, autore del libro che riporta i fatti tragici delle valanghe della zona.

Nel pomeriggio sono state commemorate le vittime della valanga del 1810, nella Messa celebrata nella chiesa di Santa Margherita dal vescovo Francesco Beschi. Nell’omelia il vescovo ha voluto approfondire il tema della natura e della responsabilità umana. «La natura è grande – ha detto – vivendo in città lo si dimentica. Ma qui, in mezzo alle , ci sovrasta. Qui vediamo Dio con il suo amore, la natura con le sue leggi, l’uomo con la sua libertà, la sua consapevolezza e la sua responsabilità. Proteggete e curate questo vostro paese. Abbiate cura delle vostre , delle vostre famiglie, dei vostri figli». Al termine della Messa, concelebrata dai sacerdoti del vicariato, il vescovo ha incontrato, nella sala consiliare, il sindaco e alcuni consiglieri che hanno raccontato la realtà di chi vive in . La giornata si è conclusa con la cena preparata dai volontari nel salone della colonia di Trabuchello.

Monica