San Giovanni Bianco – Non parlate di salvaguardia dell’orso agli alpeggiatori, non ne vogliono proprio sapere. Fra pochi giorni partiranno verso gli e la preoccupazione di trovarsi a tu per tu con l’animale non manca, per questo Bergamo in collaborazione con la Direzione generale Sistemi verdi e paesaggio della Regione ha promosso due incontri formativi nelle valli: uno all’ Casa Eden di e l’altro all’oratorio di Clusone. Titolo: «Presenza dell’orso nelle : gestione e riconoscimento dei danni».

«Gli attacchi sono rarissimi»
A rassicurare gli allevatori ci hanno pensato Antonio Tagliaferri ed Elena Tironi, referenti della Regione per il progetto Arctos per la tutela della presenza dell’orso. All’incontro di San Giovanni Bianco Tagliaferri, in particolare, ha spiegato: «L’orso è un animale intelligente, sa correre veloce e si sa arrampicare sugli alberi. Se si avvicina una notte in un luogo, è possibile che faccia ritorno la notte successiva. In alcuni casi è necessario realizzare un doppio recinto elettrificato per proteggere le bestie. Va ribadito però come gli attacchi all’uomo siano pochissimi. Nella storia sono pochi i decessi causati da attacchi dell’orso, solitamente l’animale scappa non appena sente la presenza dell’uomo a decine di metri di distanza». «È l’orso che deve abituarsi alla presenza dell’uomo – ha poi sottolineato Tagliaferri – l’obiettivo è instaurare una convivenza». «La Regione rimborserà qualsiasi danno derivante dai danni provocati dall’orso – ha rassicurato Elena Tironi – bisognerà solo segnalare il danno».

Coldiretti: va controllato
All’appuntamento erano presenti molti allevatori, basti pensare che le sole aziende agricole in alta montagna sono 81, con un patrimonio di circa 3.000 bovini e 20.000 tra ovini e caprini. «Vorremmo che l’orso venisse monitorato passo passo – ha spiegato Lucia Morali, vicepresidente di Coldiretti – in alpeggio ci vanno pure diversi giovani, c’è la preoccupazione di tante famiglie. L’incontro è finalizzato a capire con chi si potrebbe avere a che fare e come comportarsi, perché la paura è reale. Per difendere il gregge si corrono rischi non indifferenti».

«Se l’orso attacca il gregge, la Regione rimborsa solo i danni materiali – ha aggiunto un alpeggiatore della – ci sono tante ore di lavoro che non vengono considerate. La vita d’alpeggio non è facile, grazie ai regionali riusciamo a proseguire con l’attività, mantenendo pure la montagna. L’incognita dell’orso è un disincentivo a proseguire questa attività»

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo

L’Orso sulle Alpi….. dal forum di discussione della Valle Brembana