frasnadello-santa-croce5San Terme, si smantella lo storico edificio. Inaugurato il giardino con bar e palco per spettacoli. San PellegrinoVecchie terme addio. Chiuso ormai da tre anni (l’ultima stagione di apertura fu quella del 2006) lo storico centro cure di via Taramelli a San sta per essere smantellato. In termini tecnici (rigorosamente in inglese) si chiama strip-out (come riportato dal cartello a ingresso cantiere), più semplicemente si tratta di svuotare l’edificio secolare che per un’epoca ha ospitato migliaia di clienti, «bagnanti» che a San Pellegrino Terme, fin da inizio Novecento, venivano per cure uricemiche e proprietà benefiche dell’acqua solfata.

L’impresa incaricata di Sesto San Giovanni (in subappalto dalla Despe di Torre de’ Roveri), nell’arco di due mesi, dovrà fare piazza pulita di quanto c’è nelle vecchie terme. Entro fine settembre, quindi, l’intervento dovrebbe essere concluso.

Si tratta di «demolizione , tubazioni e locali tecnologici» (ancora da cartello ufficiale di cantiere) e, più precisamente, come spiega Gianluca Spinelli del (proprietario dell’edificio) «di recuperare alcuni pezzi storici delle prime Terme, già inutilizzati e che saranno conservati, quindi togliere ancora la mobilia rimanente e poi demolire macchinari e impianti ormai obsoleti e senza alcun valore storico. Si dovranno poi rifare pavimenti e solette. La struttura esterna sarà restaurata e l’edificio, una volta rinnovato, ospiterà negozi e uffici». Si svuotano quindi le vecchie Terme, il cui involucro diventerà poi galleria commerciale, come nel previsto progetto di recupero di tutta l’area termale di via Taramelli.

San Pellegrino dice così addio alle sue storiche Terme, inaugurate nel luglio 1901, in piena Belle Epoque. Negli ultimi decenni il declino della struttura era evidente. E le presenze e gli arrivi al centro cure sempre meno: nel 2006, ultima stagione di apertura, gli arrivi furono solo 1.362 (per avere un termine di paragone, nel 2008, le Terme di Sant’Omobono hanno avuto quasi il doppio di clienti).

Così, quando, il Gruppo Percassi, nell’ambito dell’operazione di rilancio di San Pellegrino, riuscì ad acquistare le Terme dalla società di acque minerali, decise anche di non riaprirle. Da anni la gestione non portava un granché di guadagni, anzi. Mancata riapertura, peraltro, che, all’inizio, sollevò alcune critiche: e San Pellegrino, da tre stagioni, è senza centro cure termali. Resta, comunque, accessibile gratuitamente (in estate tutti i giorni) il parco delle Terme, dove è possibile effettuare le cure idropiniche (ovvero bere l’acqua direttamente dall’antica , nella sala Bibite).

E, in attesa che da Parigi, dove si trova lo studio dell’architetto Dominique Perrault, arrivi il progetto delle nuove Terme, sabato scorso è stato inaugurato un primo spazio pubblico sotto il casinò. Si tratta del giardino posto a lato della strada di accesso all’ex casa da gioco, giardino per anni abbandonato e inutilizzato. In questi mesi è stato rinnovato dal Gruppo Percassi, dotato di palco-eventi, chiosco per il bar, servizi e panchine. «Uno spazio pubblico che potrà essere utilizzato per manifestazioni minori – spiega il sindaco Gigi Scanzi – mentre l’area davanti alla facciata del Casinò resterà a disposizione per eventi di maggiore richiamo».

«Il paese mancava di uno spazio per manifestazioni, visto che anche il casinò è chiuso per lavori – continua il sindaco – e quindi si è accelerato l’intervento per avere disponibili, almeno per agosto, questi nuovi spazi». Sabato c’è stato il debutto con lo spazio affidato al «Paradise café», i cui titolari gestiscono anche la «Caffetteria degli artisti», sempre a San Pellegrino. Il servizio bar sarà funzionante, quest’estate, tutti i giorni, dalle 17 fino a mezzanotte circa.

Sempre nell’operazione di rilancio della cittadina termale stanno proseguendo i lavori per i sottoservizi (gas, elettricità, fogne, acquedotti, telefoni) alla frazione Vetta. «Si fermeranno alcuni giorni per le festività – dice il sindaco – quindi riprenderanno e dovrebbero concludersi entro novembre. Anche questi sono segnali che l’operazione di rilancio, seppure un po’ più lentamente rispetto alle , sta proseguendo».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di