Alla fine dell’Ottocento la viabilità della Valle Brembana e soprattutto dell’Alta Valle era quella progettata e realizzata dall’amministrazione austriaca e rammodernata come carreggiabile dal nuovo Regno d’Italia. Era per lo più una viabilità che seguiva l’andamento del territorio, senza interventi di manufatti, ponti viadotti e gallerie, che rendessero più agevole e sicuro il percorso. La provinciale della Valle Brembana attraversava tutti i centri abitati, aveva una larghezza media di 4,20 ml tranne alcune strette nei centri di Sedrina, Zogno, alla Caneva di San Pellegrino e a dove la non era più larga di 2 ml. Il fondo stradale era in sterrato ricoperto di ghiaia, polveroso o infangato secondo il tempo e le stagioni. In Alta Valle la viabilità carreggiabile nel 1834 si fermava, nei due rami, da una parte a Branzi, dall’altra ad e .

La carreggiabile arriverà poi nel 1883 a Piazzatorre, nel 1899 al cimitero di , da dove arriverà in paese solo nel 1911, nel 1910 a Carona, nel 1912 ad Ornica, nel 1914 a Valtorta, nel 1915 a Valleve, nel 1916 a Santa Brigida, nel 1919 a Cusio e solo nel 1934 a Foppolo. In un’assemblea dei sindaci della Valle, tenutasi presso l’Amministrazione Provinciale a Bergamo il 19 maggio 1885, il giudizio sulla viabilità fu assai pesante: “…la strada provinciale da Bergamo a Piazza è stata costruita sul principio del secolo capricciosamente contro ogni regola di architettura stradale e di buon senso, seguendo le tracce della vecchia strada Priula… è la peggiore di tutte quelle della Provincia”. Venne quindi presentato un lungo e dettagliato elenco di richieste per la costruzione di nuova viabilità e adeguamento della presente, sostenendo la necessità del recupero della valle attraverso una viabilità adeguata ai nuovi tempi. Il fatto presenta un carattere di vera attualità!

Questa povera viabilità serviva soprattutto, mediante carri a due o quattro ruote, al trasporto di merci pesanti dirette al piano ed in città: legnami, ardesie, marmi, pietrame e minerali, formaggi e bestiame. Nascono così anche le nuove figure di piccoli imprenditori o trasportatori, piccoli padroncini diremmo oggi: i carrettieri, inuovi corrieri delle merci che in ogni paese reclamizzavano, con scritte sulle facciate o cartelli, i propri stalli o depositi merci ed animali. Le persone venivano invece trasportate con diligenze a due, tre o quattro cavalli, con tanto di cocchiere in livrea e cornetta e con posti sino a trenta persone, se ben strette. La velocità era assai limitata e a volte precaria la sicurezza, vista la situazione delle strade esposte al vento e alla polvere, così che certo non si poteva dire che i viaggiatori respirassero la buona aria della valle lungo il tragitto. Quelli che se lo potevano permettere, come i medici, i notai e i cosiddetti possidenti, si spostavano su vetture personali, come landò o calessi ad uno o due cavalli.

Alla fine dell’Ottocento nascono i primi servizi pubblici dall’Alta Valle Brembana, da Olmo e da Branzi a Bergamo per il trasporto passeggeri e per il servizio postale, con le fermate nei singoli paesi poste ai ripetitivi, nel nome, Albergo della Posta o Stazione. Per effettuare trasporti pubblici occorreva solamente la Concessione Comunale, che fissava le caratteristiche del mezzo di trasporto, il numero massimo di trasportati, il percorso e le tariffe che, va detto, ai tempi non erano alla portata di tutti. Solo nel 1908, il Sindaco di Piazza Brembana il cav. Gerolamo Calvi, il padre dei fratelli Calvi, proporrà e riuscirà a far adottare dai comuni dell’Alta Valle un Regolamento Unico per l’effettuazione del servizio pubblico con vetture.

Nei primi anni ’90 dell’Ottocento sorse la Società Anonima Cooperativa che gestiva il trasporto passeggeri con vetture coperte da Olmo a Bergamo e il cui presidente era Domenico Arizzi. Tale Società non ebbe sviluppo, a confronto invece alla Società Trasporti Valle Brembana che faceva sempre servizio da Olmo a Bergamo e ritorno con ampie carrozze a cavalli e che potevano trasportare fino a trenta persone. Nel 1893 era Presidente della Società il Cav. Gerolamo Calvi, sindaco di Piazza Brembana. Questo servizio verrà svolto fino al 1906 quando a arriverà la Ferrovia Valle Brembana. La carrozza prendeva avvio dall’Albergo della Salute di Olmo, dove ci è stata immortalata in una famosa fotografia di Eugenio Goglio, alla volta di Bergamo, secondo i seguenti orari: per Bergamo: Partenza ore 2 Arrivo ore 10, Partenza ore 14 Arrivo ore 19; da Bergamo-Trattoria Roma, oggi via Camozzi: Partenza ore 9 Arrivo ad Olmo ore 14,30, Partenza ore 15, Arrivo ore 20,30. Lungo e faticoso servizio e viaggio, specie la notte! Nel 1902 l’Impresa Gilardelli di Bergamo reclamizza il suo servizio pubblico con nuove carrozze, fino a trenta posti, da Lenna a Bergamo, con partenza da Bergamo alle 9 e da Lenna alle 14.

Il 13-7-1900 a Piazza Brembana viene costituita la Società Francesco Beretta & C. con sede in Piazza Brembana e per la durata del servizio di 5 anni, prorogabili e con lo scopo di esercitare con vetture a cavalli il trasporto di passeggeri e bagagli. Questa Società di fatto assorbe la Società Trasporti Valle Brembana e si esaurirà nel 1906 con l’arrivo del treno a San Giovanni Bianco. Accanto a queste società, svolgevano servizio di trasporto pubblico anche alcuni vetturali, titolari di concessioni comunali, che utilizzavano per il servizio vetture a portata limitata e a tariffa più popolare e che saranno in seguito concessionari di servizio di autonoleggio da piazza, di servizio taxi come diremmo oggi. Così a Lenna troviamo Augusto Gervasoni, Giovanni Opini e Battista Donati, a Piazza Brembana Angelo Dadda e poi il cognato Bortolo Orlandini. A Lenna Augusto Gervasoni (1864) ed i figli Giuseppe ed Oriente (1898-1967) furono solo vetturali e si premuravano nel loro servizio, con le vetture a cavallo, di collegare il loro paese con i centri dell’Alta Valle.

A Piazza Brembana Gio. Battista Dadda ed il figlio Angelo (1892-1913) osti e gestori dell’Albergo Stazione sorto lungo la nuova circonvallazione di Piazza, via Umberto I, oggi via B. Belotti, svolgevano l’attività di vetturali, che continuerà poi il cognato di Angelo, Bortolo Orlandini da San Pellegrino, il quale innoverà il servizio con autovetture di rimessa. Il servizio veniva svolto partendo dall’Albergo Stazione in via Belotti o dal Piazzale della Ferrovia, assicurando così a chi arrivava con il treno a Piazza Brembana un collegamento con i paesi a monte. Il servizio di autonoleggio da rimessa verrà poi svolto dal figlio di Bortolo, Angelo (1925-1987) e ancor oggi dal nipote Lanfranco (1946).

Più importante ed innovativo fu il servizio di trasporto pubblico iniziato da Ettore Giovanni Opini di Lenna (1873-1918) che diede ai trasporti in Alta Valle quel carattere di modernità che sarà poi sviluppato da Battista Donati sempre di Lenna. Giovanni Opini fin dagli anni ’90 dell’’800 istituì una ditta di trasporto pubblico con carrozze a cavalli e collegava inizialmente San Giovanni Bianco con Olmo e , qui specialmente per dare servizio ai già numerosi turisti. Con l’arrivo del treno a San Giovanni Bianco, egli collega l’arrivo della ferrovia all’Alta Valle, rinnovando modernamente il trasporto con l’acquisto di un’autovettura e riesce ad affrontare il costoso e non sempre economico servizio pubblico coinvolgendo ed interessando a tale servizio le pubbliche amministrazioni, i Comuni, convincendole ad un’azione di contributo finanziario, per assicurare un servizio che si incominciava a ritenere necessario ed istituzionalizzato. Così, per esempio, vediamo che con delibera 3 del 12-12-1916 il Comune di Valtorta decide un contributo alla Ditta Opini di Lenna per il trasporto pubblico, come il Comune di Cassiglio il 19-1-1917, o il Comune di Lenna il 10-12-1917 e quello di Piazza il 27-1-1917, o quello di Santa Brigida il 27-1-1917. Con Giovanni Opini si può dire che in Alta Valle Brembana si è iniziato in modo sistematico e moderno il servizio automobilistico pubblico, che si presentava formalmente nelle varie stazioni di servizio o di carico o alle fermate previste, con tanto di cartelli indicanti orari di partenza e d’arrivo e costo di trasporto. I costi di trasporto, grazie ai contributi ministeriali per il pubblico trasporto concessi dalla L. 444 del 12-7- 1908, poterono essere più alla portata di un pubblico ampio e popolare e soprattutto per le schiere dei cittadini spinti dal nuovo fenomeno del turismo, in valle.

Giovanni Opini purtroppo morì il 16-10-1918 di febbre spagnola e l’attività di servizio pubblico ebbe a limitarsi, perché il figlio Daniele svolse solo attività di autonoleggio di rimessa fino al 1935, quando morì per un a Mezzoldo.

Ma è con la Ditta Donati di Lenna e poi di Piazza Brembana che il servizio automobilistico di trasporto pubblico si sviluppa in termini moderni ed esce dal piccolo confine dell’Alta Valle. Battista Donati di Lenna (1881-1933) come tanti giovani emigrò per lavoro in Francia, in Svizzera e poi in Germania. Al suo rientro in patria si dedicò dapprima all’ufficio di commissioniere o corriere, come si diceva più comunemente, per trasporto merci fra Piazza Brembana e Bergamo e poi con i fratelli Carlo (1893-1981) ed Angelo (1895-1973) aprì un’impresa trasporti con diligenza a cavalli. Nel 1909 viene fondata la Ditta Donati Autotrasporti e viene acquistata una piccola automobile di marca estera “Valler” che la gente scherzosamente chiamava Valcher, cognome diffuso e conosciuto in Alta Valle. Nel 1912 Battista Donati, con enormi sacrifici, acquista una fiammante Torpedo Adler 509 ed inizia oltre che un servizio di autonoleggio per le grandi ed importanti manifestazioni, per i primi trasporti celebrativi e di nozze, per le prime escursioni turistiche, anche, in via sperimentale, il servizio di linea San Giovanni Bianco – Olmo e nel 1913 San Giovanni Bianco – Branzi. Testimone di questi moderne innovazioni nel trasporto, il grande fotografo Eugenio Goglio che immortalò il Battista Donati sulla sua Adler con le più svariate autorità e persone, con il grande afflusso di gente e ragazzi curiosi delle novità che avanzavano e dei tempi antichi che se ne andavano. La nuova macchina sostituiva nelle foto gli antichi carri, le carrozzelle e la modernità dell’automobile come della bicicletta è la gioia delle foto del Goglio, artista capace e felice delle modernità.

Il 14-2-1914 il Donati scrive una lettera alle Amministrazioni Comunali dell’Alta Valle interessate alla “Istituzione del Servizio Automobilistico Pubblico San Giovanni-Olmo”. Nella lettera sottolinea che “la volontà e i sacrifici affrontati dai Comuni dell’Alta Valle per il prolungamento della ferrovia fino a Piazza Brembana si sono arenati di fronte all’attuale crisi finanziaria” e che quindi per dare un futuro alle comunità dell’Alta Valle necessita “un sistema celere e comodo di comunicazione, primo coefficiente per un sicuro e prosperoso avvenire dell’industria e del movimento dei forestieri (leggi turismo)…. senza trascurare il miglioramento del servizio postale che verrebbe certo effettuato”. Per tutto questo, visto che il prolungamento della ferrovia fino a Piazza Brembana sembrava un pio desiderio, il Donati conclude chiedendo l’appoggio dei Comuni perché lo sostengano presso il Ministero dei Trasporti per la Concessione del servizio San Giovanni-Olmo e San- Giovanni-Branzi con annessa concessione del sussidio chilometrico in base alla
L. 444/1908. Come si può osservare, al di là di alcune sfiducie sul prolungamento della ferrovia, sembrano proprio gli obiettivi di un programma socio-economico di piena attualità!.

Il 22 luglio 1915 il Prefetto autorizzò la Ditta Donati ad effettuare il servizio automobilistico San Giovanni Bianco-Olmo ed il 21 ottobre rilasciò alla Ditta una nuova autorizzazione provvisoria. Purtroppo all’inizio del 1916 i fratelli Battista, Carlo ed Angelo Donati vennero chiamati alle armi e parteciparono al conflitto della Grande Guerra ed il servizio automobilistico cessò fino al 1919 e venne svolto solo dalla Ditta Giovanni Opini. Rientrati i fratelli Donati dalla guerra, il 1 febbraio 1919 si costituì tra essi dapprima informalmente la Società Impresa Donati e vennero, previo relative concessioni ministeriali, istituite quattro linee di servizio automobilistico per Mezzoldo, per Piazzatorre, per Roncobello e per Branzi, sempre partendo da San Giovanni Bianco, con annesso esercizio di linea postale automobilistica. I Comuni interessati al servizio, compatti parteciparono con la concessione di un contributo di lire 100 cadauno, perché il servizio si svolgesse con regolarità. Gli automezzi erano aumentati, grazie anche al ritiro da parte della ditta di mezzi militari dismessi dopo il conflitto e tra le automobili spiccava pure una Esperia, auto innovativa costruita a Bergamo nella fabbrica che era posta là dove, dopo la chiusura dell’attività industriale, sorgerà l’Istituto Tecnico, chiamato ancor oggi per tradizione antica: Esperia.

Il 22-2-1921 il Prefetto emise per la Ditta Donati il Decreto di Concessione provvisoria per la linea San Giovanni-Averara e il 5-3 per la linea Lenna-Branzi e San Giovanni-Piazza-Valnegra-Moio-Branzi. Questi decreti provvisori verranno poi riconfermati dal Ministero Trasporti attraverso l’Ispettorato Ripartimentale della Lombardia ed inoltre la Società sarà ammessa ad usufruire dei sussidi per le percorrenze chilometriche in base alla L.444/1908. Interessante la Ragione Sociale che si legge in testa alle fatturazioni o alle lettere e comunicazioni della Ditta Donati. Così possiamo leggere: “Impresa Donati – Servizi Pubblici Automobilistici per l’Alta Valle . Noleggio Carri Alpini – Autovetture Chiuse-Aperte – per Ogni Destinazione – Rifornimenti” o ancora “Impresa Donati – servizio Postale Automobilistico” . Era tutta una presentazione delle attività dell’Impresa compresa una chiara finalità di carattere pubblicitario. Ad ogni modo la Ditta Donati già si presenta con le caratteristiche di impresa moderna e, al tempo, ricca di capacità imprenditoriale e di mentalità industriale.

In vista dell’arrivo della ferrovia di valle a Piazza Brembana, servizio che partirà sistematicamente nel luglio 1926, la Ditta Donati nel 1925 sposta la propria sede da Lenna a Piazza Brembana, nel grande edificio fatto costruire da Battista Donati a Piazza all’inizio del nuovo viale, o vialone come si diceva popolarmente, di collegamento Piazza-Valnegra che serviva a collegare la stazione ferroviaria con la Val Fondra, oggi via ing. Santo Calvi. Il 9-5-1925 la Società viene formalizzata, ma l’Atto verrà depositato presso il notaio Ruggeri di Piazza Brembana il 6-10-1933, solo dopo la morte di Battista Donati avvenuta il 25-9-1933. Il 3-1-1934 Luigia Oberti Donati, vedova di Battista, cede al cognato Carlo la parte di proprietà della Società che di fatto e di ragione diventa Ditta C. Donati – Servizi Pubblici Automobilistici Alta Valle Brembana. Il fratello Angelo aveva già lasciato la Società ed era diventato capo officina meccanico nell’azienda, per poi in proprio divenire concessionario di permesso di auto noleggio da rimessa, attività che svolgerà fino al 1960, quando gli subentrerà la figlia Giulia, prima tassista nella storia bergamasca, attiva fino a metà degli anni novanta.
La nuova società di Carlo Donati cambia pure la sede. Viene costruito sul Piazzale Stazione, accanto alla nuova casa costruita anni prima da Eugenio Goglio, artista e fotografo della Valle, il palazzo Donati, sorto su progetto dell’ingegnere Luigi Calegari di Piazza Brembana. Questa costruzione è ancor oggi edificio caratterizzante la piazza ed il comparto urbanistico della stazione ferroviaria.

Con il tempo, viste le necessità dell’impresa di ricoverare gli autopullman, si ampliò verso la casa ex Goglio con la costruzione di capienti autorimesse. L’edificio, monumentale al tempo, signorile nelle linee costruttive e nei materiali usati, come il martellinato ed il ferro battuto, interpretazione locale e capace dell’arte Liberty ridondante nella vicina San Pellegrino, è una chiara documentazione dell’importanza che si voleva dare alla sede di una attività industriale innovativa e moderna, come quella dei trasporti pubblici. Con Carlo Donati il servizio dei trasporti pubblici automobilistici diventa veramente moderno, innovativo e di grande rilancio per la valle e la sua economia. Le “corriere”, come venivano chiamate con linguaggio nazionale autarchico, gli autopullman o bus, come oggi si dice, iniziano a collegare i paesi dell’Alta Valle a Piazza Brembana, per poi usare il treno. Non vedranno mai attuato il servizio di collegamento automobilistico con Piazza e la ferrovia, dalla Ditta C. Donati, solo i paesi di Valtorta, Ornica e Cassiglio, che saranno collegati in rete con un servizio di linea solo nel 1962. In questi paesi il servizio di autotrasporto era svolto dai concessionari antichi di servizio di carrozza prima e di autonoleggio poi, a Valtorta e Benigno Goglio ad Ornica. Dai vari paesi scendevano e salivano con le loro grandi corriere, gli autisti, i moderni “carrettieri”, che diventarono personaggi conosciuti e rinomati, come il fratello di Carlo, Angelo, autista e meccanico capofficina con Pietro Paolo Ghidini, come Battista Tassi, Martino Paganoni, i fratelli Aldo e Carletto Losma, Alessandro Moretti di Branzi, Bernardo Goglio e Antonio Mangini di Averara, Tommaso Regazzoni di Valtorta e poi di Piazza e Giuseppe Magnati di Mezzoldo.

Le autocorriere aumentano di numero e di confort, come le corse ed i servizi anche di noleggio per le gite delle associazioni, delle parrocchie e dei dopolavoro. Il piazzale della ferrovia di Piazza Brembana è un vivo e vitale centro di movimentazione di persone che vanno al lavoro, di studenti che scendono a Bergamo per gli studi, di turisti che vengono in Alta Valle. La forte movimentazione era un segno che anche questo lembo di terra lontano dai centri si era risvegliato e si era aperto grazie anche ai trasporti moderni del treno e delle corriere della Ditta C. Donati. Un discorso assai importante merita la risposta che la Ditta C. Donati diede al nuovo fenomeno del turismo, con l’istituzione di nuove linee anche extraprovinciali di collegamento con i centri e le città della pianura lombarda. Nel 1934 viene autorizzata la linea invernale ed estiva Milano-Foppolo, centro sciistico appena raggiunto quell’anno 1934 dalla strada, intestata ad Arnaldo Mussolini per l’aiuto ricevuto, e già subito ben servito dai pubblici trasporti pronti a portare sulle piste di sci le prime frotte di cittadini e di sportivi. Similmente nel 1934 viene autorizzata la linea stagionale, estiva ed invernale, Milano-Piazzatorre, altro centro di forte attrattiva turistica e per i campi da sci e per la salubrità delle sue pinete; centro caratterizzato inoltre dalla presenza di due colonie elioterapiche che in estate portavano in paese numerosissimi ragazzi, i futuri turisti degli anni a venire. Nel 1935 vengono autorizzate le linee estive Milano-Roncobello, Milano- Branzi-Carona e Milano-Santa Brigida, linee che porteranno in valle numerosissimi turisti e lanceranno definitivamente l’Alta Valle Brembana ed alcuni centri, fino ad allora lontani e quasi sconosciuti, nel novero delle mete più richieste per le vacanze dei cittadini lombardi. Queste corse automobilistiche venivano effettuate nelle stagioni estive, iniziando dal 29 giugno fino al 31 agosto ed invernali dal 1 dicembre al 15 marzo, tre giorni la settimana. Il sabato la domenica ed il lunedì, due in salita in valle il mattino e due in rientro in città il tardo pomeriggio.

Passato il conflitto bellico, nel 1949 dopo aver mantenuto le precedenti linee di servizio, c’è un rilancio ed una riorganizzazione aziendale della Ditta C. Donati che diventa veramente, al tempo, una grande azienda regionale di trasporto pubblico. Vengono in quell’anno autorizzate ed istituite le corse estive Pavia-Lodi- Crema-Foppolo, Milano-Bergamo-San Pellegrino-Piazza-Foppolo, Milano-Bergamo- San Pellegrino-Piazza-Piazzatorre, Milano-Bergamo-San Pellegrino-Piazza-Santa Brigida, Milano-Bergamo-San Pellegrino-Piazza-Roncobello e Milano-Bergamo-San Pellegrino-Piazza-Mezzoldo. Come si può notare, le corse iniziano ad insistere sulla fermata di Bergamo, viene assicurata la fermata di San Pellegrino rinomato, ancora molto in auge, frequentatissimo da una buona classe di villeggianti e richiesto nelle soste ed entra nel numero pure Mezzoldo interessato dal turismo soprattutto giovanile e provinciale nel centro della Madonna delle Nevi. Grazie anche a queste corse la pianura lombarda ed il flusso turistico scoprono l’Alta Valle e vediamo così che L’Ass. Pro Ticino di Pavia richiede, per esempio, il 15-2-1952 copie degli orari trasporti della Ditta C. Donati per poter dare risposte e biglietti alle molte richieste di prenotazioni. Così pure l’OTTAR (Organizzazione Trasporti Turistici Autopullman) di Roma richiede materiale alla Ditta Donati per poter predisporre depliant informativi, così come l’Organizzazione internazionale di viaggi Hotel-Plan di Zurich e, perché no?, la SESS (Società Edizioni Stampe Sportive) per conto della Gazzetta dello Sport, per pubblicare sulla Gazzetta gli orari estivi ed in seguito quelli invernali, degli automezzi per l’Alta Valle. Allora la pubblicità alla Valle era assicurata gratis dalle agenzie e dalle ditte come la C. Donati ed entravamo a pieno nel nuovo fenomeno del turismo.

Ad integrazione ed in ampliamento ai servizi automobilistici in Valle, la Ditta C. Donati fin dal lontano 1938 aveva richiesto alla Direzione Generale delle Poste e dei Telegrafi di Berna l’autorizzazione ad effettuare corse di linea Bergamo-LugaQuadernino e Bergamo-Saint Moritz, ottenendo una prima risposta interlocutoria il 9-3-1938. Ottenuta la concessione, le corse, il sabato la domenica ed il lunedì Bergamo- Lugano e Bergamo-Saint Moritz , due il mattino in andata e due il tardo pomeriggio in rientro, con un costo biglietto di 1.200 lire nel 1954, vennero effettuate dal 1949 al 1955. La Ditta C. Donati che nella locandina pubblicitaria si presenta con il titolo di Autoservizi Alta Valle Brembana, fa risaltare la dizione di Linea Internazionale con relativo nuovo logo pubblicitario.

Nel 1949 la Ditta C. Donati chiese l’autorizzazione all’istituzione, tra le altre linee, delle corse Bergamo-Carona e Bergamo-Santa Brigida con servizi stagionali e con fermate nei paesi della valle. La Società Ferrovia Valle Brembana, il cui pacchetto azionario di maggioranza era detenuto dal gruppo Cima di San Giovanni Bianco, si oppose all’effettuazione di tali servizi, ritenendoli una impropria concorrenza e cercando di bloccare presso il Ministero dei Trasporti il rinnovo delle autorizzazioni complessive, specie quelle che interessavano nel passaggio la media e bassa Valle Brembana. Per questo l’Associazione Industriale Lombarda, con sede a Milano via Torino 61, intervenne presso l’Associazione Nazionale Autoservizi, Piazza Adriana 11 Roma, perché sventasse l’opposizione della Società Ferrovia Valle Brembana alla Ditta C. Donati. Si ottenne allora che il 16 maggio 1949 nei locali della Direzione della Soc. Ferrovia Valle Brembana in Bergamo si incontrassero l’ing. Michele Maccaluso, su incarico del direttore superiore dell’Ispettorato Compartimentale della Motorizzazione per la Lombardia, l’ing. Giovanni Ligabue, direttore della Soc. Ferrovia Valle Brembana ed il sig. Carlo Donati, titolare della Ditta C. Donati di Piazza Brembana. Dalla riunione emerse la grande contrarietà da parte della Soc. Ferrovia all’effettuazione dei servizi specifici Bergamo-Carona e Bergamo-Santa Brigida come pure a tutti quei servizi che coprivano il trasporto lungo l’asta della Valle Brembana, ritenendo tali effettuazioni di servizi una scorretta concorrenza ad un servizio pubblico, quello del treno, la cui gestione, come diceva il direttore, “è fortemente deficitaria, come è ripetutamente riscontrato dal superiore Ministero”. La Soc. Ferrovia Valla Brembana si dichiarò però disponibile ad effettuare lei il servizio in oggetto dando un congruo compenso alla Ditta C. Donati per il percorso nei tronchi Piazza-Carona e Piazza-Santa Brigida rispettivamente di 17 e 15 Km.

La Ditta Donati presentò pure la situazione deficitaria del servizio delle corse in discussione e dopo molta chiara discussione però raggiunse un accordo che prevedeva:

1) la possibilità per la Ditta C. Donati di effettuare le corse stagionali richieste
2) la devoluzione di lire 100 per biglietto alla Soc. Ferrovia Valle Brembana
3) l’assicurazione della coincidenza delle corse con gli orari dei treni
4) la validità annuale dell’accordo, salvo disdetta da una delle parti entro il 30 aprile
5) l’inoltro al Ministero dell’accordo dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Soc. Ferrovia.

Questo accordo stava a dimostrare la difficile convivenza tra il potenziato e moderno servizio automobilistico pubblico della Ditta C. Donati, forte negli anni ’50 di ben 52 autopullman, di cui 18 di classe granturismo, e la Soc. Ferrovia appesantita da forte deficit gestionale, aggravato dal forte avanzare dell’automobile e dal maggior confort e rispondenza alle richieste di variazioni di percorrenza e di fermate che assicuravano i mezzi su gomma, ossia le corriere. Nel 1955 entra nella Soc. Ferrovia Valle Brembana la Soc. Italmobiliare, una finanziaria del gruppo Pesenti, già a capo della Ferrovia Valle Seriana, che aveva ritirato dai Cima il pacchetto azionario di controllo. Il 6 luglio 1955 l’Italmobiliare, del gruppo Pesenti, acquista la Ditta C. Donati, compresa la sede in Piazza Brembana.

Carlo Donati ha compreso che il settore trasporti è in grande trasformazione, con tendenza soprattutto alla gestione privata ed individuale dello spostamento e che il settore pubblico mira a sostenere le grandi concentrazioni dei servizi, mentre nella sua famiglia i figli Valeriano e Gianni hanno scelto di impegnarsi nel settore farmaceutico e purtroppo il figlio Carluccio ha pagato con la vita la sua partecipazione al conflitto bellico. È finita così la storia degli imprenditori privati dei trasporti pubblici in valle e tutto il ettore trasporti pubblici vallari si riunisce sotto il controllo della Soc. Italmobiliare, mentre rimangono solo pochi concessionari di autonoleggio da rimessa. Nel 1965 la fusione delle Soc. Ferrovia Valle Brembana e Ferrovia Valle Seriana darà vita alla Soc. SAB Autoservizi e ci sarà sempre la regia Italmobiliare del Gruppo Pesenti dietro la soppressione del servizio ferroviario nelle valli per omogeneizzare tutto nel grande trasporto su gomma effettuato appunto dalla Soc. SAB e poi dal 2004 dalla Società britannica Arriva ed oggi dalla Società tedesca Deutsche-Bann. Qualcuno dirà che dalla piccola Alta Valle ci siamo internazionalizzati! Ora, non dimentichiamo da dove siamo partiti.

Giacomo Calvi – tratto dai Quaderni Brembani 9 del Centro Storico Culturale Valle Brembana