Cane-Pastore-Bergamasco6San Pellegrino Terme – Il futuro del cane da pastore bergamasco è nel Nord Europa e in Australia. A rischio di estinzione fino a pochi anni fa, la razza originaria delle nostre valli sembra aver trovato una seconda patria nei boschi e nei prati di Germania, Svezia, Olandae Belgio, dove è sempre più apprezzata e diffusa. Ma allevamenti sono sorti da tempo anche in Svizzera, negli Stati Uniti, in Spagna e da qualche mese in Australia, nella cittadina di Grong Grong (vicino a Canberra), dove il «nostro » cane viene proposto come «a beautiful dog with the most incredible personality and intelligence». Il raduno Oggi e domani, a San , si terrà il 31° raduno internazionale organizzato dall’Associazione amatori del cane da pastore bergamasco, occasione di incontro per gli appassionati. I soci arriveranno dall’Italia, ma anche da Svizzera e Spagna.

Nella nostra provincia e nel resto della Lombardia si concentra ancora il maggior numero di esemplari, circa 2.000 tra quelli registrati e quelli non certificati. Difficile trovarne nel Sud Italia, tanto che tutti gli allevamenti nazionali sono nella Bergamasca, a Brescia, Sondrio e Como. Circa altri 700 esemplari sono poi sparsi per il mondo, soprattutto in Svizzera e nel Nord Europa, anche se i campioni restano orobici. Due allevamenti sono pure in Canada e negli Stati Uniti e, da pochi mesi, uno in Australia, grazie proprio alla nostra provincia. In Italia ogni anno nascono poco più di un centinaio di esemplari, una sessantina all’estero. Per avere un termine di confronto, nel nostro Paese vengono alla luce circa 18 mila cuccioli di pastore tedesco ogni dodici mesi. «Negli ultimi anni in Italia il numero di esemplari è sostanzialmente rimasto invariato – spiega Luigi Guidobono Cavalchini, veterinario e presidente della Società amatori pastore bergamasco – mentre sono cresciuti quelli all’estero, in particolarenel Nord Europa. Qui la razza è molto apprezzata: la gente ama vivere il tempo libero negli spazi aperti e il pastore bergamasco si presta benissimo a questo scopo, anche per la resistenza. Da noi, con l’abbandono delle valli e il venir meno del suo ruolo come guardia del bestiame, è andato via via diminuendo. Oggi si preferiscono i cani di piccola taglia oppure le razze straniere. Poche altre razze, invece, come il Bergamasco, hanno la capacità di discernere, di apprendere con grande facilità e di creare un rapporto con l’uomo così profondo. Sono ottimi cani da guardia seppure sappiano contenere la propria aggressività e solo in casi estremi arrivino a mordere. Si prestano a qualsiasi tipo di addestramento, ma soprattutto sono eccellenti per la compagnia».

Dai tempi dell’Impero romano La storia del cane da pastore bergamasco è accertata sulle dai tempi dell’Impero romano. Il suo successo si deve all’utilizzo da parte dei mandriani e per secoli ha avuto questa funzione. In Valle è entrato anche nella storia del brigante Pacì Paciana. Il Robin Hood «nostrano» del 1700, inseguito, si salvò gettandosi nel dal ponte di . La leggenda vuole che la fuga sia stata coperta dal suo cane,  un «pastore bergamasco»: si sacrificòper il padrone affrontando i gendarmi. Il raduno di oggi a San Pellegrino (una trentina di esemplari) prevede il ritrovo sul viale centrale della cittadina alle 11, con passeggiata sul Lungobrembo (è atteso anche il giornalista Giorgio Fornoni, con il suo Sem, nella foto). Alle 15 il concorso e alle 18 le premiazioni. Domani mattina li si potrà incontrare e ammirare nella passeggiata da Oneta di a , lungo la Via .

Giovanni Ghisalberti –

Le immagini del Raduno dei Cani Pastore Bergamasco di San Pellegrino Terme