Dossena – Da una parte ditta Holcim Italia e Comune, dall’altra Legambiente e alcuni residenti. Sul tavolo la prossima apertura di un nuovo fronte di cava a Dossena, quindi l’estrazione di 1,4 milioni di metri cubi di roccia. La tempistica per l’apertura di un nuovo fronte estrattivo è ancora incerta, ma l’iter burocratico per le concessioni da parte di Regione, Provincia e Comune ha preso il via dal giugno 2010, e ora, gli uffici competenti stanno per rilasciare l’approvazione definitiva. Legambiente scrive al Presidente della Repubblica per contestare le autorizzazioni.

Chiediamo alla ditta Holcim di fermarsi, evitando così un aspro scontro con i cittadini e le associazioni ambientaliste – spiega Giovanni Testa, del coordinamento bergamasco di Legambiente – suggeriamo alla di astenersi dall’esprimere il proprio parere e a Provincia e Comune di fermare le procedure finali per consentire l’avvio dell’attività in attesa delle prossime sentenze della magistratura sul piano cave. Ci aspettiamo che la Regione riapra la procedura di Valutazione , imponendo la verifica degli impatti che il polo estrattivo potrebbe causare sulle specie e sugli habitat protetti del ». Parere diverso per Franco , vicesindaco: «Il Prg adottato nel 1989 prevedeva che l’area in questione fosse a destinazione di cava. È un completamento delle precedenti – spiega Zani – non una nuova cava. La cava garantisce occupazione per i residenti e benefici all’ente pubblico locale, oltre che riqualificare l’attuale cava di gesso. Ogni anno, nel bilancio comunale compare la voce dei proventi del diritto di escavazione. La società che gestisce la cava, finanzia alcuni interventi utili al Comune».

«A gennaio – specifica Zani – avremo un incontro con i responsabili della Holcim, per la convezione fra Comune e azienda e saranno individuate azioni a beneficio di Dossena. Vigileremo sull’attività di escavazione».
L’attuale cava di Dossena è stata aperta negli anni ’80 in prossimità della contrada di via Adelvai, nel , come conferma il parroco don Giovambattista Zucchelli: «L’attuale area di lavoro è a circa 50 metri dalla parrocchiale. Fortunatamente le tecniche di escavazione sono cambiate, non più con mine, ma tramite escavatori che riducono le vibrazioni. Bisogna capire come sarà estratta la roccia: le mine provocherebbero danni alla parrocchiale e zone vicine. Dossena è in un’area classificata a rischio idrogeologico, soggetta a continui controlli della Regione». «Se l’ampliamento della cava venisse autorizzato – scrive Legambiente – nei prossimi 10 anni verrebbe estratto più di quanto cavato nei 30 anni precedenti, con conseguenze pesanti anche per la viabilità nella che collega San Pellegrino a Dossena. Verrebbero distrutti 30 ettari di bosco, con conseguenze difficilmente prevedibili per la sicurezza geologica».
La ditta Holcim invece darà la propria opinione a gennaio.

Massimo Pesenti – L’Eco di

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