CentraleSedrina – La (cippato di legno) e per il teleriscaldamento di Sedrina non ha ancora trovato il nuovo proprietario. Il Comune ha così indetto il terzo bando. Il primo, deserto, è del giugno scorso, il secondo di agosto (con un’offerta diversa da quella fissata nella gara e, quindi, per ora «accantonata» dal Comune); il terzo, pubblicato alla fine dello scorso mese, scadrà il 6 novembre. In vendita, di fatto, andrà la centrale e tutta la «Servizi comunali Sedrina» (Scs), controllata al 100% dal Comune che, causa le nuove normative, dovrà essere venduta entro fine anno. Costata 15 milioni di euro e realizzata nel 2007 e 2008, la con rete di teleriscaldamento (oggi gestita da una società francese), andrà all’asta a 101 mila euro, l’attuale capitale sociale della Scs. Cifra che tiene conto dell’indebitamento e di un contenzioso in essere tra la società stessa e il fallimento della Tail/Mlb, azienda di arredo camper e nautica di Sedrina, fallita tre anni fa; ditta da cui la Scs aveva acquistato parte dei terreni e degli immobili. Una vicenda complessa, iniziata cinque anni fa, quella che ora vede in guerra amministrazione comunale di Sedrina e Tail/Mlb. Nel 2008 la Tail chiese di poter spostare l’attività nell’ex cava di , sempre a Sedrina, in cambio della vendita di capannoni e terreni a inizio paese, ora in parte di proprietà appunto della Scs.

Qui il Comune, che acquistò gli immobili per 4,5 milioni di euro,avrebbe dovuto realizzare un’area attrezzata, per finalità ludico-sportive. Nel frattempo, però, la Tail entrò in crisi e nel 2009 fallì. Ne nacque un contenzioso con la Scs. Il tribunale di , lo scorso anno, ha annullato gli atti di compravendita, condannando la Scs alla restituzione di un milione e 106 mila euro (quanto la Tail aveva, alla fine, versato alla Scs per l’acquisto delle nuove aree a Benago) e di capannoni e terreni. Nel frattempo il tribunale fallimentare aveva già ammesso la Scs come creditore della Tail per 1,4 milioni di euro. La questione con la Tail, quindi, resta per ora in stand-by, ma nel frattempo il Comune dovrà disfarsidella Scs, proprietaria della maxi centrale a biomassa avviata tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, della rete di teleriscaldamento del capoluogo (il collegamento con la frazione Botta non è ancora stato finanziato) e degli immobili acquistati dalla Tail. «Se il tribunale darà ragione alla Scs nella causa legale con la Tail – spiega il sindaco di Sedrina Agostino Lenisa –, l’acquirente dovrà versare al Comune anche un milione e 800 mila euro, il valore stabilito da una perizia tenendo conto del valore patrimoniale meno i debiti».

«Nel secondo bando – continua Lenisa – il Comune aveva dato la possibilità agli offerenti di portare proposte diverse da quelle fissate, ma in quel caso il Comune non sarebbe stato obbligato ad accettarla. Così è successo: è arrivata un’unica offerta presentata ma diversa da quella stabilita dal bando. Per ora abbiamo preferito metterla da parte e riprovare con una terza gara. Se non dovesse arrivare nessun’altra proposta allora la prenderemo in considerazione».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo