Sedrina: Il Consiglio spegne la fonderia di alluminio

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Sedrina – No a una fonderia di alluminio nell’area Busi (ex Tail/Mlb) e all’ampliamento della centrale a biomassa, con la possibilità di bruciare nuove categorie di rifiuti. È quanto, di fatto, il Consiglio comunale di Sedrina ha approvato recentemente all’unanimità, respingendo la richiesta di proroga del piano industriale avanzato da «Al Project», la società con sede a Zogno che ha acquistato la «Scs», la «Servizi comunali Sedrina», diventando così proprietaria anche della centrale a biomassa. Nell’aprile dello scorso anno il Consiglio comunale guidato dal sindaco Agostino Lenisa aveva approvato un’integrazione al contratto di compravendita della «Scs», in cui si dichiarava l’intenzione di potenziare la capacità produttiva dell’attuale centrale a biomassa, con l’installazione di nuovi impianti e anche con l’autorizzazione a nuovi rifiuti. Investimento, però, a cui «Al Project» sarebbe stata pronta, solo ad alcune condizioni, tra cui la risoluzione favorevole del contenzioso tra «Scs» e il fallimento della Tail/Mlb, azienda di arredo camper di Sedrina fallita nel 2010. Una vicenda ancora intricata, quella che a Sedrina vede come protagonisti Comune, «Scs» (fortemente indebitata) e «Al Project».

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Sedrina riparte coi più giovani d’Italia

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Sedrina – «Siamo con molta probabilità la lista eletta alle Comunali più giovane d’Italia. Ma questo non ci fa paura. Come non ci fa paura il fatto di essere alla prima esperienza». Sedrina, da mesi alle prese con grandi difficoltà economiche che l’hanno portato fino alla Corte dei conti – anche per il rischio di dissestofinanziario paventato dal revisore dei conti – riparte da qui, da un gruppo con un’età media di 28 anni e guidata da un sindaco, Stefano Micheli, di 30 anni. Con buona probabilità, come sostengono gli stessi consiglieri, la lista al governo di un Comune più giovane d’Italia. Durante le elezioni, infatti, i media hanno riportato come liste baby nazionali candidate, una della provincia di Terni (30 anni) e una delle provincia di Vercelli (25 anni). Ma quella vercellese non ha vinto le elezioni, a differenza della lista di Sedrina. «Impegno Comune» ha vinto, un po’ a sorpresa, con mille voti tondi contro i 479 della «Lega-Indipendenti » guidata da Silvano Sonzogni, il 68% contro il 32% dei concorrenti. Eppure Micheli e il suo gruppo erano tutti alle prime armi (tranne Mirko Carminati, però in minoranza per cinque anni) e di fronte avevano un gruppo rodato da anni di opposizione contro le squadre degli ormai ex sindaci Agostino Lenisa (l’uscente) e Orfeo Damiani.

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L’asilo nell’urna di Sedrina indebitato, rischia la chiusura

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Sedrina – Fra i Comuni al voto il 25 maggio, in Valle Brembana, è uno di quelli da segnare col cerchiolino rosso. Perché il nuovo sindaco di Sedrina – nuovo per forza, visto che l’attuale primo cittadino, Agostino Lenisa, si è ritirato – dovrà gestire una situazione delicata. Il primo ostacolo sono le casse comunali che, come confermato dalla Corte dei Conti, non godono di buona salute. Il secondo riguarda la vicenda dell’ex area Busi dove, con la cessione di Scs (l’azienda multiservizi in mano al Comune e proprietaria della centrale a biomassa) ad «Al Project», società con sede a Zogno, è spuntata l’idea di costruire una fonderia di alluminio.

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Sedrina, rincorsa con proteste per fonderia e nuova centrale

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Sedrina – No a una nuova centrale a biomassa e a una fonderia di alluminio a Sedrina. La posizione è stata di recente espressa dalla minoranza della Lega in un’assemblea pubblica, a cui hanno preso parte una settantina di persone. Il Consiglio comunale, infatti, in una delle ultime sedute prima del voto, aveva approvato – con il solo sì della maggioranza guidata dal sindaco Agostino Lenisa – un atto integrativo del contratto di acquisizione di Scs, la «Servizi comunali Sedrina», al 100% del Comune (proprietari anche della centrale a biomassa e per il teleriscaldamento) da parte di «Al Project», società con sede a Zogno. Nuovo documento che prevederebbe, tra l’altro, la trasformazione in industriale dell’area Busi (ex Tail/Mlb) e l’introduzione di nuovi materiali da bruciare alla centrale a biomassa.

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