«Stavo correndo sulla pista ciclabile del Parco dell’Oglio: all’improvviso uno mi ha assalito, mi ha dato un pugno, mi ha strappato l’ombrello che portavo con me e poi me lo ha dato in testa. Mi gridava: “Soldi, soldi”, ma io soldi non ne avevo: ho reagito, ho dato un pugno anche io, ma da non so dove è saltato fuori un suo complice che mi ha dato un pugno e mi ha rotto due costole. L’altro ha estratto anche un coltello, mi ha ferito a una gamba e poi sono caduto». È finito così il sogno di Battista Marchesi, il podista settantenne di che voleva entrare nel Guinness dei primati mondiali correndo per 19.100 chilometri in 260 giorni consecutivi alla media di almeno 74 chilometri al giorno. Per questa impresa aveva scelto le ciclovie dell’alto Sebino e della Valle Camonica. Ieri mattina, verso le 4,30, a Costa Volpino, Marchesi è stato aggredito da due malviventi che gli hanno strappato lo zainetto che conteneva il Gps, necessario per misurare i suoi spostamenti e la sua esatta posizione.

E di tifosi Marchesi ne ha parecchi, sia tra gli appassionati di running sia tra le aziende della che avevano puntato su questa sua nuova impresa. Il tentativo di stabilire un nuovo record del mondo era stato spiegato al termine della Sarnico Lovere Run dello scorso 17 aprile; poi il 26 aprile aveva iniziato a correre. «Stava andando tutto bene – racconta Ivan Bonaldi, titolare della Idea, l’agenzia di comunicazione promotrice dell’evento –, e anche martedì sera c’eravamo incontrati per una cena con Battista che aveva già corso più di 3.000 chilometri, qualcosa in più rispetto alla tabella di marcia». Ieri mattina l’aggressione: «Quando mi sono ripreso – ricorda ancora Marchesi – ho preso il telefonino e ho chiamato aiuto. In ospedale mi hanno riscontrato la fratture di due costole e un trauma cranico. Dovrò stare a riposo assoluto per venti giorni». E questo segna di fatto la fine dell’impresa: «Abbiamo il morale a terra – conclude Vincenzo Lancini, massaggiatore di Costa Volpino – e i medici dell’Università di Verona che stavano seguendo la corsa per valutarne gli aspetti metabolici e biomeccanici hanno detto che riprendere tra tre settimane sarà impossibile». «Ho il morale distrutto – ha detto Marchesi –. Stavo andando magnificamente».
Marchesi (che nel 2004 andò da Sedrina a Capo Nord e nel 2006 fece la traversata degli States) aveva già tentato il record nel 2009 e nel 2010 a Montisola, prima fermato da una frana che lo aveva travolto e poi da una tendinite.

Giuseppe Arrighetti – L’Eco di Bergamo