asiniCamerata Cornello – Gelato, ma anche biscotti, cioccolatini e cosmetici. Col latte d’asina si fare pure questo. Ma soprattutto viene dato a bambini intolleranti al latte vaccino. E con gli asini si recupera il territorio, quello più abbandonato. Aiutando anche i piccoli comuni di , in difficoltà a tenere i pascoli ormai invasi da sterpaglie o dal bosco che avanza. Questo fa il Consorzio orobico bianco latte d’asina (Cobla) nato da circa un anno per iniziativa di Francantonio Belotti di e Mario Pucci di Albino. A loro, poi, si sono aggiunti l’azienda agrituristica Paganì di , Mario Fucili di Cene e Luigi Cattani di Strozza . Belotti, da circa due mesi, ha aperto il suo laboratorio di mungitura in una stalla a Olmo al Brembo («grazie alla disponibilità della proprietaria di Milano») e, in questi anni, è diventato il punto di riferimento dei consorziati per l’utilizzo degli asini nella pulizia dei pascoli. E ora, di fronte all’aumento di richiesta, lancia l’appello a singoli o aziende che, nella loro attività, tengono generalmente alcuni ciuchi: il laboratorio di mungitura è a disposizione della valle, portate pure qui i vostri .

In Valle Brembana, insomma, un punto di riferimento per la raccolta del latte d’asina ma anche per l’utilizzo dei somari – sempre più richiesti – per il recupero del territorio. Nata quasi per caso, l’attività di Belotti – pur sempre amatoriale – mira ad allargarsi alla valle. Quarantasei anni, operaio nell’Isola, erede di una tradizione contadina di famiglia, nel 2007 acquistò tre asine proprio per pulire i prati vicino a casa. «Iniziarono a chiedermi gli animali per tenere altri pascoli – ricorda – così ne acquistai altri, finché scoprii il latte d’asina e le sue proprietà. Mi informai e venni a sapere che ad Albino c’era già l’azienda di Mario».

Francantonio inizia a portare le sue asine fino ad Albino, per la mungitura, quindi, nella primavera 2013, nasce il Consorzio. Oggi Belotti alleva 40 esemplari (di cui 15 di un allevatore di , Guido Mastropietro), usando, per l’alimentazione, solo fieno locale. Nella sua passione è aiutato dai figli Leonardo e Federico e dalla moglie Nadia. Tutto il Consorzio non va oltre i 120 animali: una piccola realtà, quindi, ma preziosa. «Solitamente il latte ci viene chiesto da mamme i cui figli sono intolleranti a quello vaccino, anche perché, da un punto di vista nutrizionale, è il più simile a quello della donna – prosegue Belotti –. Quindi mungiamo solo su richiesta. Appoggiandoci a pasticcerie e altre aziende, produciamo gelato (al Bigio di San , ndr), dolci e cosmetici». Ma gli asini del Consorzio sono sempre più utilizzati d’estate per le pulizie del territorio brembano, da San Giovanni Bianco all’alta valle, richiesti anche dai Comuni, come successo lo scorso anno ad Averara.

Costa 15 euro al litro
«Pur disponendo anche degli animali degli altri consorziati, spesso non sono sufficienti – dice Belotti – come a volte non riesco a soddisfare la richiesta di latte (un’asina, in genere, non va oltre il litro e mezzo al giorno, contro i 30-50 di una vacca, e un litro costa sui 15 euro). Io non ho molto tempo e spazi, questa è una passione e non un lavoro. L’idea, allora, sarebbe quella di creare una rete con altri proprietari in valle: gli asini si tengono sul territorio per la pulizia e qui possono essere portati per la mungitura, quindi con un riconoscimento economico». L’idea è lanciata. Intanto il latte d’asina si appresta a diventare anche un prodotto per così dire «turistico»: dalla prossima estate, sulla che porta a , potrebbe sorgere il primo gazebo per la vendita dei prodotti con latte d’asina brembana.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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