leone-san-marcoUna pergamena che reca nell’intestazione il leone di San Marco, accompagnato degli stemmi dei venti componenti del Collegio dei savi e da quelli dei Gariboldi e dei . Il prezioso documento fa parte da qualche giorno del e culturale della . La pergamena (80 per 60 centimetri) è miniata e contiene, in forma diplomatica, il testo di un decreto del 18 maggio 1622 del Collegio dei venti savi del Senato Veneto che accolse un’istanza presentata dai rappresentanti della Brembana superiore (l’attuale ) e della Brembana inferiore. «Ringraziamo il nostro socio Valeriano Donati che ci ha donato questo documento storico, nel rispetto delle ultime volontà del fratello Gianni, recentemente scomparso – spiega il presidente del sodalizio Felice Riceputi -.

Con la pergamena ci sono stati donati due volumi del Settecento rilegati in pelle, sui quali sono registrati gli estimi dei Comuni di e Fondra». La pergamena andrà ad ampliare l’archivio di documenti e ricerche storiche che il Centro conserva nella sede di . «Richiamando i privilegi concessi da Venezia nel 1456, i rappresentanti della Valle Brembana ritenevano di essere esonerati dall’obbligo di contribuire all’alloggiamento dei cavalli dello Stato, mentre le altre sei vallate bergamasche si opponevano a tale esenzione – spiega il vicepresidente del Centro Tarcisio Bottani -.

Ne era nata una vertenza legale, risolta dalla sentenza registrata su questa pergamena che diede ragione alla Brembana». Nel documento sono citati alcuni personaggi della Valle Brembana: Giuseppe Gariboldi di Zogno e Paolo e Vincenzo della Valle di Serina, procuratori delle due quadre , e Marc’Antonio Donati, tesoriere delle altre sei vallate bergamasche. «Oltre ad avere un valore storico, il documento ha anche un valore affettivo: cita infatti il mio antenato Marc’Antonio e la pergamena è stata ereditata di padre in figlio – spiega Valeriano Donati -. Da buon valligiano credo sia un mio dovere donarla ora al Centro storico».

Arizzi – L’Eco di Bergamo