alcauniValle – Il Culturale Valle Brembana e i Comuni di e , d’intesa con la Famiglia , hanno programmato per la prossima estate una mostra antologica dedicata al grande artista dossenese Filippo (1946-1986). La mostra, che verrà allestita a Casa Ceresa di San Giovanni Bianco dal 1° al 24 agosto e sarà corredata da uno specifico catalogo, proporrà una sessantina tra le principali opere dell’artista, molte delle quali inedite, in grado di illustrare adeguatamente la sua personalità e i vari periodi del suo percorso artistico. L’allestimento è curato da Eliseo Locatelli che si avvale della consulenza artistica di Antonio Tarenghi e Francesco Coter.

L’iniziativa è finalizzata a dare il maggiore riscontro possibile all’opera di Alcaini, non solo tra quanti lo conobbero e apprezzarono, ma anche tra le nuove generazioni che forse non sono ancora consapevoli dell’assoluto livello creativo di questo grande artista. Durante la mostra sono previste conferenze, incontri culturali e iniziative di animazione per i ragazzi allo scopo di avvicinarli alle opere di Alcaini e all’arte in generale.

Nato a Dossena nel 1946 da famiglia contadina, autodidatta, cominciò a dipingere sin da per frequentare poi i corsi di decorazione della Scuola d’Arte Andrea Fantoni. Nel 1967 lavorò in Etiopia al restauro di alcune chiese con l’architetto Sandro Angelini, poi si trasferì a Bengasi, in Libia, dove collaborò alla decorazione della moschea di Shabbi.

Dal 1970 si dedicò professionalmente alla pittura, allestendo con successo mostre personali e collettive in Italia e all’estero e collaborando alla realizzazione di alcuni murales a Dossena, e , oltre ad animare la vita culturale del suo paese, dando vita fra l’altro alle apprezzate “mascherate”. La critica, in una molteplicità di giudizi che testimoniano la complessità della sua pittura, riscontra di volta in volta in Alcaini accostamenti con il realismo, l’espressionismo, il surrealismo. Quello su cui tutti concordano è la sua anima popolare, la sua capacità di rendersi interprete del mondo, della cultura e della sensibilità della sua gente.