rugetorEttore Ruggeri di , da Canonica a : 72 chilometri di foto ed emozioni. Zogno – Basta cambiare il punto di vista e le cose si trasformano.

Ai paesaggi di casa nostra ci siamo in fondo abituati, perché li vediamo ogni giorno uguali. Di alcuni luoghi abbiamo una visione quasi scontata, dove da scoprire crediamo ci sia ancora poco; di altri immagazziniamo immagini veloci, mentre li attraversiamo in auto senza riuscire a coglierne i piccoli preziosi dettagli. Ettore Ruggeri ha deciso un giorno di guardare il , il fiume della sua terra, da un altro punto di vista: non più dai ponti, dalla strada, dai sentieri più classici, ma da dentro, calpestando i sassi del greto, avvicinandosi il più possibile alle sue rive, per sentirlo e respirarlo.

Ruggeri, 45 anni, di di Zogno, ha ripercorso a piedi, in tre giorni, il tracciato del fiume, partendo dalla foce a Canonica e risalendo per il suo corso di 72 chilometri fino alle sorgenti al Pizzo del Diavolo di Tenda.

Non una sfida in velocità contro il tempo, ma un’immersione totale nei rumori, negli odori, nei colori delle acque, per accorgersi, cammin facendo, delle mutazioni della vegetazione, del cambiamento di velocità delle acque, dell’aria che, salendo in quota, si fa sempre più fredda. Ruggeri fa di professione il geometra, ma le sue passioni più grandi sono la montagna, la fotografia e l’arte. Tre temi che ben si associano fra di loro: la natura ha sempre suscitato in lui il desiderio di osservare le cose a fondo, per fermare la bellezza in uno scatto fotografico o per elaborarla, mescolata ai sentimenti e alle sensazioni, e trasformarla in un’opera d’arte. È proprio da una mostra di pittura collettiva che è nato il suo desiderio di risalire il fiume. «Nella primavera scorsa – racconta – ho partecipato, con il mio quadro Radix, a una mostra, dal titolo “Le radici del fiume”, allestita a .

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Mi ero documentato per rappresentare secondo il mio stile il tracciato del Brembo e durante l’esecuzione dell’opera ho deciso che l’avrei completata con un atto finale, un’escursione in solitaria a contatto con il fiume». Zaino, scarponi ai piedi e l’immancabile macchina fotografica. Da Canonica prende il via il suo cammino, nel punto dove il Brembo si getta con forza nell’Adda. Si parte da lì, con l’acqua che regala già, al mattino presto, la fantasia dei colori e si cammina, per scoprire i luoghi che l’acqua, che scorre fra i piedi, ha già attraversato. Ettore non ha nessun record da battere e si può prendere il tempo necessario per fermarsi a scrivere un pensiero sul quaderno degli appunti o a scattare una fotografia. Ogni luogo gli svela una sorpresa o un ricordo. A Zogno, il suo paese, il fiume gli riporta alla memoria l’alluvione del 1987, con l’odore penetrante dell’acqua mescolata alla terra. In tre tappe Ettore raggiunge la meta: da Canonica a Zogno, quindi Carona e infine il Pizzo del Diavolo.

Il suo traguardo è a 2.500 metri di quota: è là che sente pulsare la forza vitale del Brembo, quel fiume che non si è accontentato di conoscere sulla carta, ma che ha fisicamente incontrato, mentre ambedue, in senso contrario percorrevano la valle. Le tappe del suo viaggio le ha volute dedicare alle più amate: la prima alla sorella Tiziana, la seconda ai suoi genitori e l’ultima a sua moglie Marisa, compagna di tante avventure. Ettore ha completato la sua opera: alla pittura ha unito un’esperienza che gli ha regalato grandi emozioni. Ora per lui il Brembo non sarà più lo stesso.

Monica – L’Eco di Bergamo

1^ Tappa da Canonica a Zogno2^ tappa da Zogno a Carona3^ tappa da Carona al Pizzo del Diavolo