Zogno – Una volta che erano tutti d’accordo, a complicare le cose, ci si è messa di mezzo la legge. Erano tutti d’accordo – parrocchia, progettisti e Provincia – che quella cappellina, abbandonata e in degrado, in quel luogo non andava più bene. Era demolirla o spostarla altrove. A metterci il bastone, la burocrazia: l’edificio, conosciuto come Madonna del Lavello, ha più di 50 anni, ospita un affresco (ormai solo in minima parte visibile) e perciò va conservata, dov’è ora. Il no, quindi, a uno spostamento o all’abbattimento, è arrivato dalla Soprintendenza. Così, il muro della variante di , poco oltre e prima di arrivare a San , ha dovuto deviare, con qualche costo aggiuntivo (nel punto in cui sarà realizzato il rondò di svincolo, proprio a monte della cappelletta).

E il gigante che, di fronte al piccolo edificio ormai ridotto a rudere, ha dovuto quasi inchinarsi e fare una curva a ovest, ha fatto sorridere parroco e parrocchiani di Ambria, proprietari della cappellina. «È inutilizzata da 30 anni – dice don Claudio Del Monte – perché in una posizione pericolosa e lontano dalle . Ormai è in degrado, il tetto cade e ci sono infiltrazioni d’acqua. Dentro non c’è nulla di valore, solo un affresco di una Pietà, ormai visibile solamente per un terzo. L’edificio non lo utilizziamo per le celebrazioni, a causa del degrado ma anche per la posizione, sicuramente pericolosa, perché vicino all’ex statale. E poi attorno non ci sono , quindi è scomodo da raggiungere dalla frazione».

«Sicuramente non ci saremmo opposti a un’eventuale demolizione – prosegue il parroco – o a uno spostamento in una posizione migliore. Magari, con parte dei fondi spesi, invece, per allungare il muro della variante e poi per restaurare il tetto della cappellina, si poteva costruire una santella a ricordo della Madonna del Lavello nell’area di sosta prevista vicino al rondò. Certo è che, in quella posizione, la cappellina sta davvero male e, anche se restaurata, difficilmente potremo di nuovo usarla».

Anche la Provincia aveva pensato a uno spostamento. «Era previsto nel progetto iniziale – spiega Renato Stilliti, dirigente del settore Viabilità –. L’edificio sarebbe stato tagliato alla base e imbragato, quindi spostato in una posizione più visibile, visto che con la variante rimarrà nascosto. Ma la Soprintendenza ci ha vietato anche questo. Dovrà restare lì. Verranno recuperati tetto e muri». Della posizione infelice, ora che la cappellina è addossata al muro della variante, se n’è accorto anche qualche nostro lettore. «Il muro dietro – scrive Elisabetta Musitelli di Zogno – stona fortemente con la cappellina, ormai decrepita e inservibile. Un accostamento edilizio veramente brutto. Sarebbe sicuramente stato meglio demolire la cappellina, spostarla o ricostruirla altrove».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

Variante di Zogno, dal Forum della Valle Brembana