Valle Serina – Tre pediatri dell’Asl per 43 mila abitanti e, di fatto, la Valle Serina senza il medico per i bambini,
ormai da anni. Con disagi per i genitori che, per la cura dei figli, si rivolgono al medico di base, a un pediatra privato (a Serina) o, in altri casi, al pronto soccorso dell’ospedale di San Giovanni Bianco. Da anni è una delle emergenze sanitarie della Valle Brembana, carenza che, dall’autunno scorso, sembrava poter avere una soluzione, quanto meno parziale. Tre pediatri in tutta la valle Su invito dell’Asl i due pediatri di servizio a Zogno (un terzo è a San Pellegrino) hanno infatti accettato di prendersi cura anche dei bambini (0-6 anni, circa 300) della Valle Serina. Ovvero i genitori possono, ma non sono obbligati, rivolgersi a loro. Finora, però, le adesioni sono state poche – dicono gli stessi pediatri – causa soprattutto i disagi degli spostamenti, in particolare dall’alta Valle Serina.

Zambla Alta di Oltre il Colle, per esempio, dista circa 25 chilometri da Zogno e, in inverno, le strade possono anche non essere in perfette condizioni. «Consultando l’anagrafica dei medici riportata sul sito istituzionale dell’Asl – dice il presidente dell’Assemblea dei sindaci brembani e assessore ai Servizi sociali in Comunità montana Ezio Remuzzi – la situazione sembra essere peggiore addirittura della realtà: in provincia ci sono, infatti, 131 pediatri, di cui solo due vengono indicati come operanti in Valle Brembana (in realtà sono tre, ndr). E, per fare un raffronto, in Valle Seriana
operano 14 medici. Facendo una statistica su base provinciale, spetterebbe un pediatra ogni 8.450 abitanti, quindi alla Valle Brembana andrebbero assegnate almeno cinque figure sanitarie. Pur considerando che la percentuale di bambini sulla popolazione totale in valle è minore, siamo comunque in una situazione di sofferenza. Il nostro territorio è sicuramente quello messo peggio in provincia».

Alla base del mancato servizio in Valle Serina ci sono i bandi dell’Asl, da vent’anni deserti. «Il numero di bambini è molto basso – spiega Elisabetta Musitelli, pediatra a Zogno – e, purtroppo, il posto non è mai stato appetibile, anche per le distanze. Probabilmente servirebbero soluzioni più elastiche. Per esempio la possibilità di aprire una sede per una
o due volte la settimana». Bandi deserti pure in alta Valle Ma i disagi riguardano anche i genitori dei venti Comuni dell’alta Valle Brembana (pure qui i concorsi da anni sono deserti). Anche per loro, dall’autunno scorso, è stata data la possibilità di servirsi del pediatra Asl a San Pellegrino. A Piazza Brembana c’è, comunque, un pediatra, non a pagamento, che quindi resta la figura di riferimento. «La pediatra di Piazza Brembana è in pensione – spiega Remuzzi – ma grazie a una convenzione con l’Asl prosegue il servizio dopo le sollecitazioni giunte da famiglie e istituzioni, grazie alla disponibilità dell’Asl e del consultorio di Piazza Brembana al centro “Don Palla”. Ma è una situazione tampone in quanto il medico, pur prestando un ottimo servizio, non può emettere ricette che le famiglie devono poi richiedere al proprio medico di base. E la disponibilità è stata data fino alla fine di quest’anno, poi saremo senza medico». «A livello
nazionale – prosegue Remuzzi – penso si debbano pensare incentivi per chi decide di prestare la propria professionalità in montagna. Perché, comunque, occorre dare a chi abita nelle valli la garanzia di un adeguato accesso ai servizi».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo