Valle Brembana – Aliquote Imu alle stelle, in particolare sulle seconde dei luoghi di villeggiatura. È la linea d’azione di tanti Comuni della Valle Brembana. Nell’incertezza dei conti pubblici, hanno deciso di individuare per le seconde , tariffe tutte superiori al 9 per mille. A l’amministrazione ha scelto di adottare il 9,6 per mille sulle seconde abitazioni, aliquota base invece sulle prime . «È una scelta obbligata per compensare i tagli statali al Comune – spiega il sindaco Michele Villarboito –, non è stato facile adottare un’aliquota così elevata, soprattutto se si considera che molte seconde abitazioni sono di proprietà dei serinesi, che hanno realizzato con notevoli sacrifici residenze per figli e villeggianti».

A Serina si contano circa 3.500 seconde case, di cui solo 1.500 di proprietà di villeggianti. Le proiezioni prevedono con l’aliquota al 9,6 per mille un introito di poco superiore ai 150 mila euro dalle seconde abitazioni, soldi che compenseranno i tagli statali. «Siamo consapevoli che andremo a tassare la nostra gente – prosegue Villarboito –, ma non avevamo alternative. Fa rabbia sapere che siamo al 20° posto fra i comuni virtuosi della Bergamasca, ma nonostante questo dato positivo, dobbiamo tassare i nostri cittadini». Lancia una proposta invece Andrea Tiraboschi del gruppo di opposizione in Consiglio comunale a Serina «Comune e comunità»: «Vista l’aliquota elevata, il prossimo anno sarebbe opportuno differenziare per categorie, basandosi sulla rendita catastale. Sono necessarie poi delle proiezioni degli introiti di Imu e Irpef».

 

È di poco inferiore l’imposta su seconde case a , con poco meno di 3 mila edifici destinati alla villeggiatura, ha adottato l’aliquota del 6 per mille sulla prima casa, rincarando allo 9,5 per mille sulle seconde abitazioni. «La scelta è stata fatta dalla precedente amministrazione – sottolinea il sindaco Valerio –. È l’unico modo per compensare l’assenza dei trasferimenti statali e far funzionare la macchina amministrativa». Stessa aliquota sulle seconde abitazioni anche per Foppolo, l’amministrazione non ha ancora deliberato in Consiglio comunale le tariffe, ma l’intento è recuperare gli stessi soldi raccolti con l’Ici. «È una scelta obbligata – specifica il sindaco Giuseppe Berera –, è uno dei modi per far quadrare i conti del Comune e proseguire con l’erogazione dei servizi, fondamentali per la . Sulle prime abitazioni pensiamo di adottare un’imposta attorno al 6 per mille».

per far quadrare i conti deve trovare poco più di trenta mila euro: «Non è definitivo, siamo però orientati ad adottare l’aliquota sulle seconde case attorno al 9 per mille, mantenendo invece base le prime abitazioni. L’unico modo per recuperare i soldi mancanti». Seconde case tartassate anche a Branzi dove l’aliquota sulle abitazioni secondarie è del 9,5 per mille, di poco inferiore a Moio de’ , che raggiunge il 9 per mille, tariffa base invece per le abitazioni principali. «La montagna ha bisogno di soldi per i servizi – dicono i primi cittadini di Branzi Gabriele Curti e Davide Calvi –, dispiace dover tartassare chi vive la montagna, in molti casi la nostra gente. Lo Stato destina a noi piccoli Comuni sempre meno risorse, chiudere il bilancio è difficile».

Massimo Pesenti – L’Eco di