Brembilla – Per il prossimo anno scolastico avevano scelto di iscriversi all’ di , indirizzo Ragioneria, ma dovranno fare un’altra scelta. Il numero di studenti è insufficiente per formare una classe e l’istituto li ha quindi «invitati» a scegliere un altro indirizzo o un altro istituto. Un’esclusione, fatta sulla base della distanza dalla scuola, che non è andata giù al Comune e all’istituto comprensivo di che si è visto «respingere» 11 ragazzi.

Respinte 13 iscrizioni
Alla base della querelle il decreto del ministro Gelmini: una prima classe non deve avere meno di 27 studenti mentre le successive almeno venti. Così, se i ragazzi da collocare sono una quarantina, come nel caso di Ragioneria a Zogno, i 13 d’«avanzo» (di cui 11 da Brembilla) non sono sufficienti a raggiungere la quota prevista dal decreto e non possono formare una nuova classe. Per cui ogni istituto ha dovuto stabilire i criteri per respingere le iscrizioni degli studenti «in eccedenza». E il consiglio d’istituto di Zogno decide di utilizzare come criterio la distanza. Una scelta che ha sollevato la protesta del Comune e dell’istituto comprensivo di Brembilla che si è visto escludere tutti e 11 i suoi ragazzi.

Criterio sbagliato
«I genitori – spiega il sindaco Gianni Salvi – mi hanno spiegato che l’istituto, nonostante le scelte presentate al termine dell'”orientamento”, ha “invitato” i ragazzi a cambiare indirizzo di studi o, addirittura, a scegliere un altro istituto. Ho allora avuto un incontro con il dirigente scolastico ma ho trovato una chiusura totale, e questo è inaccettabile. Si tratta di una discriminazione grave e vergognosa perché il consiglio d’istituto ha deciso in sostanza che i ragazzi di Brembilla sono “da scartare”».

Anche gli studenti di Almè e Villa d’Almè che avevano scelto il Turoldo, peraltro, rientrano tra gli esclusi ma hanno servizi di trasporto per più comodi. Qui sta il punto: secondo Brembilla il criterio non doveva essere la distanza ma il servizio di trasporto più o meno agevole verso .

Trasporti disagevoli
«Paradossalmente – continua Salvi – era meglio escludere i ragazzi di Zogno che hanno autobus verso la città ogni mezz’ora. È stata offesa la dignità del nostro paese e sono stati svuotati di significato il lavoro e le risorse che le scuole della avevano messo in campo per l’orientamento dei ragazzi. Mi auguro che si possa trovare un metodo più equo per risolvere la questione altrimenti faremo di tutto per osteggiare questa decisione. Così come abbiamo fatto di tutto per far rientrare tra gli iscritti a Zogno un ragazzo di che rischiava di dover andare a Bergamo. Quest’anno il problema riguarda i ragazzi intenzionati a frequentare Ragioneria e “invitati” a fare Meccatronica ma il prossimo anno potrebbe riguardare anche altri indirizzi».

Il preside: scelta negata
«Nella delibera – aggiunge il preside dell’istituto comprensivo di Brembilla Franco Ambrosi – non è chiaro quando si parla del criterio di vicinanza ad altre scuole e comunque non si tiene conto minimamente dei problemi di trasporto, che, invece, è un parametro da non sottovalutare, dal momento che da diversi anni Brembilla non beneficia più di una linea diretta con Bergamo». «È scandaloso – prosegue Ambrosi – anche alla luce del lungo lavoro di orientamento svolto dai docenti per aiutare i ragazzi a prendere la scelta più giusta. Di fatto è stata negata le preferenza scolastica determinata dalle attitudini degli studenti».

L’Eco di Bergamo

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