Favori ad amici, un malcostume che, per l’accusa, si sarebbe trasformato in una collana di reati. È su questo che si basa l’inchiesta del pm Franco Bettini, che vede indagati 21 . Tra i quali quello che avrebbe mostrato maggior iniziativa – se le contestazioni verranno dimostrate – è il maresciallo Vito Cavallo, che all’epoca comandava il nucleo operativo radiomobile di . Il sottufficiale, stando alle carte della Procura, si sarebbe prodigato per ritardare il sequestro della patente a un autista di Villa d’Adda, al fine di salvargli il posto di lavoro. Lo avrebbe fatto coinvolgendo il comandante della stazione di Calusco, Roberto Bertuletti, che insieme a lui – soltanto per questo episodio – è finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio.

È Cavallo che chiede il favore al collega di Calusco in una telefonata del 12.11.10. Cavallo: «Ti volevo chiedere mmh.. solo una cortesia per un ragazzo… ». Bertuletti: «Per un ragazzo?». C: «Sì, sì, per un ragazzo … che deve consegnare la patente, solo che lui per motivi di lavoro…. eeeh… era buono all’inizio di dicembre…ecco… di lasciargliela… ecco, io ho chiesto un po’ in prefettura se comportava qualcosa, dice “No, no… voi … eh… una volta che.. non importa se un mese o un altro…».

B: «Ah sì, certo .. quando gli viene notificataaa». C: «Eh sì, non è stata ancora notificata… eeh… lui lo sa che deve fare un mese, ma siccome questo lavora col camion .. eeeh, adesso ha preso questo lavoro.. se subito gli dice che restaaa resta a casa, mentre a dicembre lui eh …non….. non va in girooo, ecco… gli dice al titolare…». Cavallo assicura che il «rinvio» non avrebbe comportato problemi: «Ho già chiesto in prefettura…». Così Bertuletti accetta: «Va be’, basta notificargliela un po’ più avanti…». C: «Comunque lo favoriamo, così non perde il lavoro…». B: «Sì, sì, sì, ho capito». C: «Questo lavoro, perché… eh… l’altra ditta l’ha lasciato a casa…». B: «Sì …». C: «Eh, so’ due settimane o tre che lavora, gli dice così che resta a casa un mese perché ha la patente ritirata, ciao…». B: «Eh, ma lui quanto tempo.. a quando vorrebbe che gli si notificasse…». C: «Eeeh, i primi di… verso la fine di novembre…». B: «Ah, ah, va bene dai…».

In altri casi, secondo l’accusa, i favori del maresciallo avrebbero comportato un tornaconto. Il pm Bettini ipotizza che Cavallo abbia imposto a un equipaggio del Norm alcuni passaggi per un servizio di vigilanza preventiva davanti alla villa («fuori dalla giurisdizione di competenza») di un medico, al quale – si legge nel capo di incolpazione – «a distanza di circa un mese e mezzo, richiedeva una prestazione professionale, rammentandogli la “cortesia” fatta nell’occasione precedente». È lo stesso maresciallo che contatta il medico il 7.10.10, facendogli presente il piccolo disturbo che lo affligge da giorni. Poi passa a blandirlo. Cavallo: «Professore, quando lei ha bisogno, lì a casa tutto bene?». Medico: «Grazie ancora. Sì, li ho visti (i carabinieri di pattuglia, ndr), mi han detto che li han visti passare… eeh… li han visti, i vicini han visto, eeh, sa». C: «Sì, anche io l’ho inserita così nel eeh,. passano sempre… ».

M: «Meraviglioso, meraviglioso perché è una zona che avevan cominciato aaa… eeh… un po’ di furti, così, quindi. … (incomprensibile, ndr)… tranquilli». C: «Eh, sì, oggi giorno non ci sono oasi di paceee eh, eh…». M: «Sì, sì, è vero, è vero». C: «Oasi tranquille, eh, ah…». M: «Grazie, grazie ancora maresciallo». C: «Di nulla, grazie a lei, professore». C’è infine l’episodio dell’auto con le insegne dell’Arma utilizzata per accompagnare un carabiniere all’altare il giorno del matrimonio; contestazione che è valsa a Cavallo e al maresciallo Nicola Spera, all’epoca comandate dell’aliquota radiomobile della compagnia di Zogno, l’accusa di peculato.

Cavallo lo rammenta a un interlocutore (G. C.) in una telefonata del 13.10.10. G. C.: «Mi dia tempo e poi le spiegherò perché ho sentito parlare di lei». Cavallo: «Ah, va bene… ». G. C.: «No, l’unica cosa che le posso dire è che appunto, è stato fatto un matrimonio, sì, il carabiniere era di … vicino a Terno d’Isola…. Cavallo: «Aaaaaaahh, ho capito, c’eraaa un collega che è venuto con l’autoradio…». G. C.: «È venutoooooo, c’era… c’era .. un maresciallo della caserma di Zogno? ». Cavallo: «Io sonooo… sono il comandante di quel… eeeh… maresciallo che è arrivato lì… ho dato il nulla osta per venire con l’autoradio.. Ecco, ci siam assun… su di noi che poi ha pregato…

Stefano Serpellini – L’Eco di