chiesina-tiglioVolontari impegnati per i restauri: una crepa minaccia abside e navata. La chiesa è piccola, ma gli interventi per salvarla dal degrado dovuto al passare del tempo sono tanti. «Uno solo è importante e fondamentale che venga fatto al più presto ed è il recupero del tetto»: a parlare è Dario Ferrari, del gruppo «Amici di Sant’Eurosia», una decina di volontari che da qualche anno ha preso a cuore le sorti della chiesetta seicentesca posta sotto la protezione di Sant’Eurosia. L’edificio si trova nel piccolo borgo di Tiglio, a cinque chilometri dal centro storico di , in direzione di Sant’Antonio Abbandonato. La maggior parte dei componenti del gruppo abita in altre località di e per motivi di affetto o di origini ha deciso di rimboccarsi le maniche per rivitalizzare il borgo, abitato da otto famiglie, e conservarne la piccola chiesa. «In questi anni abbiamo portato avanti gli interventi che potevamo intraprendere grazie al contributo dei volontari – continua Dario – con le offerte e i ricavati di sottoscrizioni a premi e pesche di beneficenza organizzate appositamente.

Tra le altre cose è stato risistemato l’altare, si è recuperato il muro che delimita il sagrato, è stata sistemata la cornice dove è si trova un dipinto di Angelo Ceroni su Sant’Eurosia e due sarte si sono occupate della realizzazione di nuovi vestiti per la statua della Madonna Addolorata che si trova all’interno. Tutto ciò che si fa per la chiesetta viene riportato su un’agenda lasciata in consultazione dei visitatori del borgo».

«Purtroppo – prosegue il volontario – al momento ci preoccupano le continue infiltrazioni d’acqua che a lungo andare hanno deteriorato il tetto e causato una grossa crepa che si estende dall’abside fino a metà navata. Nonostante i nostri sforzi per raccogliere più fondi per il rifacimento del tetto, non siamo ancora riusciti a raggiungere una quota congrua e quindi siamo ancora in attesa».

Tiglio, in questi giorni, è frequentata da numerosi visitatori (circa 150 al giorno la scorsa settimana) che raggiungono il borgo per vedere il presepio allestito dai volontari all’interno della chiesa, aperto al pubblico fino al giorno del Battesimo di Gesù, l’11 gennaio, dalle 14 alle 17.30. Dopo il presepio bianco, il presepio in tufo, ecco il presepio con pigne e diviso in tre zone: il borgo antico, la Natività e i mestieri di una volta. La sua realizzazione è cominciata ad agosto e terminata proprio in vista dell’apertura al pubblico. La chiesa, grazie all’interessamento del gruppo di volontari apre in cinque occasioni all’anno per ospitare feste: due volte il 25 giugno in occasione del patrono, quindi il 15 settembre per la Madonna Addolorata e infine per le visite al presepio. Per informazioni è possibile chiamare il 349.7433259.

Silvia Salvi – L’Eco di