si tornerà a scavare. Così almeno la pensa il Comune che nel nuovo Piano di governo del territorio ha inserito la riattivazione delle storiche cave di marmo arabescato orobico, chiuse da diversi anni, in località Paglio e Portiera. Il nuovo documento urbanistico è stato illustrato recentemente in un’assemblea pubblica. Prima di annunciare le novità il sindaco Marco ha voluto precisare che «a causa del commissariamento del Comune avvenuto più di due anni fa, l’elaborazione del Pgt è rimasta ferma. Dallo scorso maggio, quando ci siamo insediati in Comune, abbiamo dato un impulso al processo. A ottobre è in programma l’adozione in Consiglio».

Ecco le novità, descritte dagli architetti Adamo Maggioni e Angelo Colleoni e dall’ingegnere Elena Maggioni: sei nuovi ambiti di trasformazione residenziale (uno in località Capatelli, uno rispettivamente a , Roncaglia e San Gallo e due a ) pari a 28 mila metri cubi, a cui si aggiungono 91 mila metri cubi di zone edificabili appartenenti a centri abitati che possono essere espansi, per un totale di 320 alloggi. Un ambito di trasformazione produttiva a nord del paese, in località Portiera, e una variante, a Paglio, per la prevista riattivazione della cava di marmo.

«La maggior parte della cava, quella più importante e con grande quantità di marmo – spiega il vicesindaco Amelio Sonzogni – è di proprietà del Comune e vorremmo venderla o darla in affitto. La restante parte è di una ditta di (la Isc, ndr) che ha già l’autorizzazione a estrarre. Ma in questo momento il mercato del marmo arabescato è abbastanza fermo».

Tra le novità previste dal Pgt la variante in galleria, già nota da tempo, quindi un nuovo ponte sul , a nord del paese, dove è previsto il recupero di una zona industriale. Infine, la riqualificazione dell’area del mercato, in cui dovrebbero sorgere una struttura permanente per le bancarelle, una piazza adibita alle feste e un parcheggio sotterraneo. «Abbiamo inserito nel Pgt un aumento demografico di 800 abitanti (da 5.100 a 5.900, ndr) per i prossimi cinque anni, nonostante negli ultimi anni ci sia stato sempre un calo – ha detto Maggioni –. D’altra parte fare un Pgt in decrescita non avrebbe senso. Diversamente, ciò ci consente di sviluppare il comune. A fronte dei circa 120 mila metri cubi di zone edificabili individuati, tuttavia, ne abbiamo sottratti 168 mila, contenuti nel vecchio Piano regolatore, a tutela del territorio. In questi mesi ci sono pervenute 278 richieste da parte dei cittadini, che riguardavano l’inserimento di zone edificabili».

«Il nuovo ponte garantirà un’alternativa alle auto e al funzionamento dei servizi, visto che per ora il paese ne ha solo uno – ha approfondito Milesi –. Inoltre dovrebbe servire la sponda est, in cui è prevista la nascita di un’attività industriale. Oltre a ciò la riapertura della cava di marmo, supportata da un’indagine di mercato, assicurerà un incremento dei posti di lavoro. Infine, per quando riguarda la valorizzazione dell’area del mercato, intendiamo spostare il deposito dei pullman in una zona più decentrata».

Alberto Marzocchi – L’Eco di