San Pellegrino Terme – “Mi auguro che chi deve decidere capisca che questa è un’opportunità che alle casse dello Stato non costa niente e che soprattutto offre un’occupazione alla gente della , che è costretta ad andarsene perché non ci sono posti di lavoro”. Con queste parole il sindaco di San , Vittorio , spiega il senso della lettera inviata al Presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere la riapertura del Casinò. «Per ora – sottolinea il primo cittadino – mi hanno risposto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi S.Agata, un dirigente del ministero degli Interni e il ministro del Turismo Gnudi. Sono risposte che però non promettono nulla.

Se sono fiducioso? È una parola grossa, ma in questo momento di crisi fortissima anche noi sindaci non dobbiamo lasciare nulla di intentato e sfruttare tutte le possibilità per lo sviluppo del territorio e l’occupazione. San Pellegrino e la Valle Brembana vivono dal 2003-2004 una condizione drammatica di vera e propria emergenza occupazionale e sociale, che si è ulteriormente aggravata in conseguenza della crisi economica mondiale in atto. La riapertura della casa da gioco potrebbe, almeno in parte, risolvere la situazione».

«Alla gente che viene da noi per chiedere lavoro – prosegue Milesi – non possiamo più limitarci a esprimere solidarietà a parole, perchè delle parole non sanno che farsene. Questo dovrebbe essere compreso ai livelli più alti del nostro governo e non capisco perchè non debba esserci l’autorizzazione ad aprire il Casinò. Tutte le remore morali che adesso solleva qualcuno, dove erano quando hanno consentito l’apertura indiscriminata dei Casinò online e la distribuzione ovunque dei videopoker che tanti gravi problemi sociali stanno creando? In un Casinò ci sarebbero norme più rigide, maggiori controlli e garanzie rispetto a quanto accade oggi, quando tutti possono giocare, anche i minorenni».

Secondo Milesi, inoltre, la riapertura permetterebbe all’amministrazione comunale di valorizzare un monumento di grande importanza (San Pellegrino è una delle capitali italiane di questo stile architettonico) e di recuperare anche il , che è di proprietà pubblica e che è chiuso da anni e per il quale, al momento, non esistono progetti di recupero. «Tutto il grande rilancio turistico di San Pellegrino – conclude Milesi – sancito da un Accordo di Programma, sottoscritto il 30 gennaio 2007, è puntato soprattutto sulla realizzazione di un nuovo centro termale. La riapertura del Casinò completerebbe l’offerta turistica, come accade in altre parti del mondo».

Michele Andreucci – Il Giorno – Bergamo e Provincia