San Pellegrino Terme – Bagno di folla per l’inaugurazione delle «Grotte del Sogno», scoperte nel 1931 da Ermenegildo Zanchi e da ormai 30 anni chiuse al pubblico. In centinaia sono saliti alla località Vetta per l’inaugurazione del complesso carsico dopo gli interventi di recupero. Ora le grotte sono di nuovo aperte al pubblico e gestite dal Gruppo speleologico che cura anche le «» di . In occasione della cerimonia, inoltre, è stato distribuito il calendario delle visite guidate, in programma per quattro sabati e solo su prenotazione, telefonando al 366. 4541598: il 6 e 20 agosto, il 3 e il 17 settembre.

Il tradizionale taglio del nastro è stato affidato a Luisa Zanchi, una delle due figlie ultranovantenni dello scopritore Ermenegildo (erano presenti anche nipoti e pronipoti). Nel corso della visita, dalla parte più bassa delle grotte risalendo lungo gli angusti e umidi cunicoli impreziositi da stalattiti e stalagmiti, si può anche vedere il passaggio da cui Zanchi riuscì a scoprire le grotte.

Il percorso, a differenza di un tempo, viene effettuato dal basso verso l’alto, in salita, per garantire più . In considerazione della tanta gente giunta per l’inaugurazione ieri è stata data possibilità di visionare le grotte a tutti, ma per pochi minuti, compresa una troupe di Raitre, rimandando la visita guidata alle prossime aperture. «Questi luoghi sono ricchi di sogni e di cultura, sono la manifestazione delle meraviglie del creato di Dio», ha detto il parroco monsignor Giacomo Locatelli prima della benedizione. «Finalmente festeggiamo la riapertura – ha detto il vicesindaco Gianluigi Scanzi –. Sono piccoli passi segno di una ripresa. Ed è ormai concluso anche il recupero della biglietteria della stazione di partenza della funicolare della Vetta (dove sarà ricavata una sala espositiva, ndr). Grazie alla famiglia Zanchi e a quanti hanno lavorato per questo recupero».

«Complimenti all’amministrazione comunale per essere riusciti a investire sulla Vetta, speriamo apra a nuove prospettive di sviluppo», ha detto il presidente della Comunità montana . Infine Luisa Zanchi: «Papà sarebbe contento, ha avuto questa idea e ha fatto di tutto per non rovinare il bosco. Sono contenta che ci si ricordi di lui in questo modo».

Silvia Salvi – L’Eco di

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