Valle Brembana – Quei soldi spettavano ai nostri progetti». Vanno giù duro i Comuni di Branzi, Isola di Fondra e San Pellegrino contro la . Tanto da intraprendere un’azione legale per cercare di far valere le proprie ragioni. Motivo della querelle il Piano di sviluppo locale per la montagna (Pisl) 2012-2015, ovvero opere da realizzare per cui ha dato alla due milioni e 300 mila euro. I Comuni presentano i loro progetti per il finanziamento: alla ne arrivano 25 e la stesso ente stabilisce una graduatoria, ammettendone al finanziamento (in base alla risorse arrivata dalla Regione) 13. Nel frattempo, però, la rinuncia a due progetti di quelli finanziati.

Avanzano così 507 mila euro. A questo punto la Comunità montana, prima in giunta poi in assemblea, decide di destinare quei fondi avanzati non ai progetti successivi in graduatoria ma a quattro che già erano stati finanziati. Il progetto non finanziato di Branzi era relativo alla sistemazione di una strada agrosilvopastorale sulla destra del , fino a Valleve, con finalità anche cicloturistiche ed escursionistiche; quello di Isola di Fondra prevedeva invece la realizzazione di una fino a Trabuchello; infine l’intervento escluso di San Pellegrino era relativo alla valorizzazione dei percorsi ciclabili e pedonali nel distretto del (che comprende anche i Comuni di Serina, Oltre il Colle, , Costa Serina e Bracca). I 507 mila euro avanzati alla Comunità montana derivano dalla rinuncia dello stesso ente a realizzare un centro stampa vallare nella sede comunitaria di per l’inserimento lavorativo di soggetti fragili e al progetto sulla fibra ottica (perché realizzato da Telecom). Quei soldi sono stati girati a ad altri progetti in parte già finanziati: ovvero interventi per la difesa idrogeologica del suolo (ognuno dei 38 Comuni della valle deve presentare entro fine marzo un progetto), alla ciclabile della Valle Brembana, alla realizzazione della Green house di e al miglioramento della sede della Comunità montana a Piazza Brembana. «Ma i progetti già finanziati a cui sono andati nuovi soldi – dicono, in sostanza, tramite il loro legale i tre Comuni – non hanno subìto alcuna modifica tecnica tale da giustificare un aumento della spesa e quindi un nuovo contributo».

«Non è certo questo il criterio che finora si era utilizzato per casi del genere – spiega il sindaco di Isola di Fondra Giovanni Berera –. Anche perché allora non avrebbe senso spendere soldi per fare progetti e istruttoria. In questo modo si crea un precedente pericoloso». «La Regione ha già risposto che il criterio utilizzato è valido – replica il presidente della Comunità montana – e peraltro questa è una decisione presa a maggioranza dall’assemblea. I soldi sono stati destinati a interventi per noi fondamentali, come la difesa del suolo».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo