Sedrina – È una sorta di «terremoto» quello che si appresta a vivere quest’anno . Con la chiusura di due asili nella frazione Botta, il rischio di vendita di parte dell’edificio che li ospita, e poi la messa all’asta dell’ormai famosa (compresa la rete di teleriscaldamento), ora della Scs (Servizi comunali ), società del Comune. Argomenti che tengono banco da settimane tra la popolazione, al centro dell’ultimo Consiglio comunale e dell’assemblea pubblica tenutasi ieri sera a Botta e di un’altra in programma stasera alle 20,45, nella sala consiliare di .

Via il ramo industriale
Particolarmente animato il Consiglio di giovedì sera. Primo punto: la Scs, società peraltro implicata nel fallimento della ditta di Sedrina Tail-Mlb, sarà divisa in due rami. «Quello che si occupa dei servizi all’infanzia, per gli anziani e della gestione del territorio verrà mantenuto – ha detto il sindaco Agostino Lenisa –. Entro l’anno, invece, sarà messo all’asta il ramo industriale, comprensivo della centrale a biomassa e della rete di teleriscaldamento (di proprietà della Scs e gestita dalla società francese Cofely, ndr)». «È il governo, con una decisione presa di recente – spiega il sindaco – che ci impone di dismettere questa parte d’azienda, consentendoci, invece, di mantenere quella relativa ai servizi».

L’altra questione: l’edificio di Botta, di proprietà comunale, che oggi ospita asilo nido, scuola materna, centro diurno anziani, ambulatori medici e sede dei volontari di Protezione civile, sarà conferito in conto capitale alla Scs. «Dal prossimo autunno i due asili della frazione chiuderanno – spiega il sindaco – perché troppo onerosi. Tra Botta e Sedrina quest’anno abbiamo avuto 56 bambini e tenere aperte entrambe le scuole ha costi eccessivi. I bambini saranno trasferiti nella sede del capoluogo che il Comune ha acquisito dalla Fondazione San Giacomo (peraltro, da luglio, sembra che le suore lasceranno il servizio, ndr). Problemi di spazio, a Sedrina non ce ne saranno: può ospitare fino a 90 bambini».

«Nel frattempo – prosegue il sindaco – abbiamo chiesto l’istituzione di una sezione statale alla materna. In tal modo riusciremmo a risparmiare sui costi». E dalla nascita di tale sezione pare che possa dipendere anche il destino dell’edificio di Botta, che passerà alla Scs. «Il pianoterra dell’edificio sarà molto probabilmente affittato all’Ipsea, associazione che si occupa di disabili – spiega il sindaco –. Verranno ricavati dei laboratori. Se verrà istituita la sezione statale alla materna, il resto dell’edificio verrà mantenuto. Se, invece, la sezione statale non dovesse arrivare, dovremo vendere gli spazi del centro diurno anziani di Sedrina e Botta e degli ambulatori che verrebbero trasferiti nell’ex asilo di Botta».

Fuori dall’aula
Preoccupata la minoranza della Lega che, al momento del voto sulla questione Scs, ha lasciato l’aula (presenti anche diversi residenti di Botta che con una petizione di cento firme avevano chiesto un’assemblea pubblica). Spiegano i consiglieri Enzo Galizzi e Silvano Sonzogni: «La Scs è implicata nel fallimento della ditta Tail-Mlb, da cui ha acquistato delle proprietà, e il rischio è che alla fine l’immobile dell’asilo di Botta finisca alle banche. Così come non siamo d’accordo – prosegue Sonzogni – sulla vendita della centrale che serve 200 utenti: il Comune perderà ogni controllo sull’impianto».

Silvia Salvi – L’Eco di