– Bell’uomo, col fascino aggiuntivo del maestro di e l’ascendente dell’istruttore di future campionesse dello slalom. Ce n’era a sufficienza perché alcune delle sue allieve cedessero di fronte al suo corteggiamento e accettassero le avances. Con quattro di loro avrebbe avuto rapporti sessuali: consenzienti, ma per l’accusa la tenera età delle ragazze configurerebbe lo stesso il reato di atti sessuali su minori. Perché, stando alle contestazioni, alcune delle baby sciatrici avevano fra i 13 e i 14 anni quand’erano state sedotte.

Il pm Carmen Pugliese ha chiuso l’inchiesta e ha chiesto il rinvio a giudizio per il fascinoso maestro di sci, un trentasettenne della media Valle Brembana, che negli anni passati ha figurato fra gli istruttori del team agonistico femminile di due degli sci club più noti della . Perché, se è vero che sopra i 14 anni i rapporti consenzienti non sono punibili per legge, è anche vero che in alcuni casi il limite è elevato a 16 anni. E quello dell’indagato, per l’accusa, rientrerebbe in uno di questi, configurato dall’articolo 609 quater, quello che comprende le «cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato».

Con tre delle presunte vittime avrebbe avuto una vera e propria liason, non proprio alla luce del sole ma pare solida e condita pure da sms teneri. Con la quarta, invece, si sarebbe trattato di una corresponsione di affetti e passioni più occasionale. L’epoca dei fatti va dal 2003 al 2009. Stando alle contestazioni, una delle allieve avrebbe intrattenuto la relazione con l’istruttore dai 13 ai 18 anni; un’altra dai 14 ai 15, mentre le altre due dai 14 ai 16. I rapporti sessuali si consumavano spesso durante le trasferte per le gare, quando maestro e atlete pernottavano nello stesso albergo. Ma in più casi i rendez-vous passionali sarebbero avvenuti anche in Bergamasca e non necessariamente nei periodi invernali o di ritiro agonistico.

È stato il padre di una delle ragazze ad accorgersi, nel 2011, che la figlia aveva avuto una storia con l’istruttore. Il genitore s’era deciso a denunciarlo e così era partita l’inchiesta del pm Carmen Pugliese. Analizzando la situazione, il sostituto procuratore ha intuito che la presunta vittima poteva non essere l’unica. Ha allora fatto acquisire gli elenchi delle baby-allieve degli sci club per cui il trentasettenne aveva lavorato e ha cominciato a interrogare le ragazze. Altre tre hanno ammesso che, sì, avevano avuto relazioni sentimentali e rapporti sessuali consenzienti con il bel maestro.
Il difensore Andrea Pezzotta spiega che le «ragioni di cura, educazione, vigilanza e custodia», che legherebbero l’indagato alle baby-atlete e che innalzano l’età del consenso legittimo a 16 anni, non sono così evidenti. Nel caso della tredicenne, invece, secondo il legale non è escluso che ci sia un errore di calcolo: insomma, bisogna stabilire con precisione se i primi rapporti con l’istruttore sono avvenuti a quell’età o dopo. La sfida comincerà – presumibilmente in abbreviato – il 16 maggio davanti al gup Tino Palestra. E, stavolta, sarà senz’altro più difficile di uno slalom speciale.

Stefano Serpellini – L’Eco di