casinoSan Pellegrino Terme – La sezione di di Italia Nostra, presieduta da Claudia Peretti, scrive al sindaco di Giorgio Gori e al presidente della Provincia Matteo Rossi in merito alla richiesta di riaprire il Casinò di San . Nei prossimi giorni, dopo che due mesi addietro ha approvato un ordine del giorno simile, sono calendarizzate, nei consigli della Città e della Provincia, mozioni per sollecitare la riapertura del Casinò di San . Tutto ciò proprio nel momento in cui, con l’apertura del nuovo centro benessere e con l’annuncio dello stanziamento da parte del CIPE di oltre 18 milioni di euro per il recupero del , la cittadina brembana sembra finalmente ritrovare un nuovo orizzonte strategico. Tali mozioni presentano la riapertura delle sale da gioco come un’imperdibile opportunità per il rilancio dell’economia di valle e dell’intero territorio.

Non è chiaro però come mai dimenticano di ricordare che:
il gioco d’azzardo è una gravissima patologia in evidente aumento, ed il casinò ne è il simbolo ed il modello; tale patologia ha effetti potenzialmente devastanti sugli strati più deboli della popolazione, in particolar modo sole, anziani e giovani; il turismo dei casinò è prevalentemente di tipo mordi e fuggi, non qualificato e totalmente disinteressato alla conoscenza del contesto territoriale; in tali strutture è più facile il riciclaggio di denaro sporco e dunque l’attrazione dell’economia criminale; l’indotto specifico varia tra i compro oro, per i molti che perdono, e l’offerta di svaghi dissipativi, per i pochi che vincono. In ogni caso non si tratta di indotto strategico per il rilancio dell’economia di valle. La sezione di Bergamo di Italia Nostra chiede alla politica locale di dimostrarsi all’altezza della complessità e delle necessità del nostro territorio, sapendo ideare e promuovere iniziative di valorizzazione di San Pellegrino coerenti con la sua natura di riferimento del territorio montano, quale centro ove promuovere una nuova economia della cultura, della salute e del benessere, in coerenza con le tante qualità del suo contesto e dunque orientate a indotti strategici e positivi di lunga durata per tutta l’area montana; evitando invece il facile gioco di iniziative regressive, che, illudendo di far rivivere i fasti antichi della belle epoque, promuovono la concentrazione e promozione di disagio sociale e la diffusione dell’economia effimera. Non ritorna la regina Margherita, ma i torpedoni di pensionati affetti da gambling.

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