Dopo le scorribande di JJ5 ecco un altro orso fare visita alla Valle di Scalve: nei giorni scorsi, a Vilminore, precisamente in un campo sopra la frazione di Vilmaggiore non molto distante dal centro abitato, sono state ritrovate le impronte di un esemplare. Non solo, giovedì mattina un pastore ha pure trovato la carcassa di una delle sue capre, la lauta cena dell’orso. Si tratta di Giorgio Carizzoni, titolare dell’omonima azienda agricola. «Mercoledì sera – racconta – sono stato alla cascina dove si trovano le capre, in località Trena, per sistemare le ultime faccende nella stalla. Tornando verso casa ho notato nella neve fresca delle impronte che subito mi sono sembrate quelle di un orso. Purtroppo non avevo con me la macchina fotografica, quindi mi sono ripromesso di portarla con me il giorno dopo».


Ma giovedì si è accorto che due capre erano sparite. «Di sera le capre non vengono rinchiuse nella stalla – spiega –, ma lasciate libere, e di solito non si allontanano dalla baita. Giovedì mattina però ne mancavano due. Ho iniziato a cercarle nei boschi vicini e, poco distante, ne ho trovata una completamente spolpata. Ho capito che le impronte che avevo visto la sera prima erano davvero quelle dell’orso, nel frattempo però la neve si era sciolta, insieme alle sue tracce».

L’agricoltore ha segnalato l’accaduto alle autorità: polizia provinciale e tecnici del Parco delle Orobie bergamasche sono arrivati in valle per i primi accertamenti. Accompagnati anche dal sindaco Guido Giudici hanno fatto un sopralluogo e hanno esaminato la carcassa della capra ritrovata nei boschi. «I segni del passaggio di un orso sono evidenti – spiega Giudici –, abbiamo anche un filmato dove si vedono chiaramente le tracce lasciate nella neve. Ma non c’è da preoccuparsi, questo dovrebbe essere un esemplare più tranquillo». Non si tratterebbe infatti di JJ5, ma di un altro esemplare (probabilmente una femmina), avvistato già qualche giorno fa nei boschi sopra Borno, nella vicina Valle Camonica. «La presenza di quest’orso nella nostra zona – dice il sindaco – è il segnale che l’ambiente sta tornando quello di una volta. E anche noi amministratori stiamo facendo la nostra parte: è proprio di pochi giorni fa la presentazione di un protocollo d’intesa per la salvaguardia dell’orso».

Il 2 marzo infatti, proprio nella sede della Comunità montana scalvina, è stato presentato il progetto «Life Arctos». Tra gli obiettivi, la riduzione dei conflitti con le attività dell’uomo, e, dove questo non sia possibile, risarcimenti a chi subisce danni a causa dell’azione dell’orso.

Alice Bassanesi – L’Eco di Bergamo

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