ha ricordato il giudice Galli ucciso 30 anni fa. Monsignor Mazza: ha pagato per tutti. Piazzolo«Non è stata una morte vana, perché ha fatto germogliare i suoi frutti: nella tragedia si è sprigionata un’energia di vita migliore, bella e più umana di cui oggi sono testimoni i figli». Con queste parole la comunità di Piazzolo ha ricordato il trentesimo anniversario dell’omicidio del giudice Guido Galli, ucciso il 19 marzo 1980 a da un commando di Prima linea alla Statale, dove insegnava Criminologia. Parole di speranza, pronunciate durante l’omelia da monsignor Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, amico della famiglia Galli e parroco di Piazzolo dal 1974 al 1982. Il piccolo centro dell’Alta conserva le spoglie del magistrato che in paese era conosciuto da tutti perché trascorreva con la famiglia momenti di riposo e vacanza nella casa di proprietà dei nonni materni.

Alla manifestazione di ieri, organizzata dall’Amministrazione comunale con la collaborazione della famiglia Galli e di tutta la comunità, era presente un centinaio di . Tra i numerosi sindaci dell’alta Valle anche i familiari del giudice: la moglie Bianca Berizzi e i figli Alessandra, Carla, Giuseppe, Paolo e Riccardo. «Era un uomo del futuro e per questo l’hanno ammazzato – ha detto durante l’omelia monsignor Mazza –. La morte di Guido non è stata un evento che ha cambiato l’Italia, ma ha fatto esplodere quelle che sono le corruzioni del male di ieri come quelle di oggi. C’è sempre qualcuno che paga per tutti: Guido è stato vittima per noi sull’altare della nazione e della giustizia».

Nell’intervento del vescovo non sono poi mancati i riferimenti e la speranza nell’attualità. «In questi giorni sono state spese tante parole per ricordare l’omicidio di un magistrato e, in particolare, voglio ricordare la lettera che il presidente Napolitano ha scritto alla moglie Bianca – ha proseguito monsignor Mazza –. Queste belle testimonianze serviranno alla nazione? La magistratura di oggi dovrebbe avere lo studio, la capacità e l’umanità di Guido».

Monsignor Mazza ha poi ricordato un passaggio dell’omelia del vescovo Giulio Oggioni, che celebrò i funerali di Stato a Piazzolo. «Ricordando l’antico scrittore Tertulliano che si convertì al cristianesimo, Oggioni disse che il sangue dei martiri è il seme dei cristiani. Credo che il dolore per la perdita così crudele di un marito, di un papà e di un amico rimanga, ma può essere redento pensando e compiendo il bene». Alla Messa, celebrata anche dai sacerdoti del vicariato dell’alta Valle Brembana monsignor Lorenzo Grigis, don Pierantonio Spini e don Giovanni Algeri, è seguita la commemorazione del giudice davanti alla lapide. Il sindaco Ernestina Molinari e il figlio del giudice, Giuseppe Galli, hanno salutato e ringraziato i numerosi presenti alla commemorazione. È stata poi inaugurata una mostra, che rimarrà aperta fino al 28 marzo, con foto dei funerali e anche articoli di giornali locali e nazionali dell’epoca sull’omicidio e sul cordoglio corale.

Le iniziative per ricordare l’anniversario della morte di Guido Galli proseguono: venerdì 26 ci sarà un incontro nel salone parrocchiale di Piazzolo dedicato agli anni di piombo e curato dallo storico locale Giacomo , mentre domani, alle 23,30, nella trasmissione «La storia siamo noi» su Raidue, si parlerà di Guido Galli.

Eleonora Arizzi – L’Eco di

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