Zogno – Un edificio a nessuna emissione di Co2 e totalmente autonomo dal punto di vista energetico: con pannelli fotovoltaici e geotermia, coibentato, impianti a soffitto, pompa di calore (per aumentare la temperatura dell’acqua), tetto ventilato, vasca per la raccolta delle acque piovane e stufa a legna. E con l’utilizzo di materiale locale: marmo arabescato orobico, ardesia, legname e ciottoli di fiume.

Il patto dei sindaci
Saranno queste la caratteristiche della «Green house» della , un edificio «verde», a emissioni zero che coniuga naturalità, risparmio energetico e tecnologia avanzatissima. Il progetto (già in fase esecutiva), realizzato dall’architetto Pierluigi Carminati di Bergamo, è stato presentato nei giorni scorsi nella sala consiliare di dalla .

Quartier generale dei sindaci
La «Green house» rientra nel più ampio progetto del «Covenant of mayor» (il Patto dei sindaci), ovvero l’iniziativa europea volta alla riduzione dei gas a effetto serra, al risparmio energetico e all’incremento delle energie rinnovabili. Un patto a cui hanno aderito 160 e tutti e 38 quelli della Valle Brembana. E proprio la «Green house» vorrà essere anche la sede dei comuni orobici che hanno aderito al Patto dei sindaci. L’edificio destinato a diventare «casa verde» è posto nell’ex area Falck di Zogno e attualmente è sede della Forestale, del Gruppo di azione locale (Gal) della Valle Brembana, di una postazione della Croce Rossa e di altri uffici della . Un edificio vetusto che, con una spesa di circa due milioni di euro, si vuole radicalmente trasformare. Il progetto, intanto, è stato presentato alla Regione Lombardia per il finanziamento.

«Un prototipo completo»
«L’intervento consisterà in una riqualificazione globale dell’edificio – spiega Carminati – attraverso l’impiego delle moderne tecnologie orientate al risparmio energetico e materiali a chilometro zero, dal legno all’ardesia. Le murature saranno rivestite con un cappotto esterno e interno. Il progetto prevede poi l’utilizzo di ampie vetrate sul lato sud e ovest con serramenti in abete a triplo vetro, oscuramento con lamelle in legno esterno e tende interne orientabili. Sul lato nord-est è prevista una facciata ventilata, rivestita con lastre in ardesia scura, in modo da trattenere il caldo in inverno».

«L’obiettivo è stato anche quello di realizzare un edificio altamente innovativo, un prototipo completo – dice ancora l’architetto Carminati – con un’alta valenza dimostrativa anche dal punto di vista architettonico, coniugando la soluzione tecnologica con quella architettonica: spazi luminosi, strutture leggere, trasparenze in facciata saranno pertanto solo alcuni degli elementi fondamentali che caratterizzano il progetto al fine di creare un edificio che rispetti il paesaggio circostante».

Centro di studi e turismo
«Sarà il biglietto da visita della Valle Brembana – aggiunge il presidente della Comunità montana Valle Brembana – che ospiterà ancora uffici, la Forestale e il Gruppo di azione locale. Ma anche corsi di formazione, la sede del “Patto dei sindaci” bergamaschi, un centro studi sulle tecnologie applicate alle energie alternative, le visite delle scolaresche e dei turisti».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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