San Giovanni Bianco – C’è ancora un debito di un milione e 887 mila euro da sanare: entro il 2013, con lo spauracchio dell’arrivo di un commissario che faccia schizzare le tariffe al massimo consentito dalla legge ed elimini i servizi su richiesta non indispensabili. Anche per questo l’amministrazione comunale di , sulle seconde , ha deciso di applicare un’Imu probabilmente tra le più alte della provincia: l’1% (il 10 per mille), a fronte di una percentuale di base voluta dallo Stato dello 0,76% e massima dell’1,06%. Ma le casse comunali, ormai da alcuni anni, piangono. E, diversamente, sembrava difficile fare. «Abbiamo contenuto l’Imu sulla prima casa allo 0,48% – spiega il vicesindaco Amelio Sonzogni – ma sulle seconde abitazioni non avevamo molta scelta. Siamo nel mirino della Corte dei conti ed entro il 2013 dobbiamo coprire il buco di bilancio. I tagli di trasferimenti statali – quest’anno avremo ancora 200 mila euro in meno – e la crisi non ci lasciano molte alternative».

Molte delle seconde case di San Giovanni Bianco, peraltro, sono abitazioni concesse in usufrutto a parenti che, fino allo scorso anno, erano esentate. Ma con l’Imu sono state espressamente abrogate dalla legge le agevolazioni per le concessioni in uso gratuito a parenti. Pertanto su tali immobili viene applicata l’aliquota fissata dallo Stato per i fabbricati diversi da abitazione principale. «Non ci sono possibilità di esenzioni – continua Sonzogni – quindi saranno considerate a tutti gli effetti seconde case. Peraltro, di quanto incasseremo, il 50% andrà allo Stato, solo l’altra metà resterà al Comune».

E al 18 giugno, come regola generale, dovrà essere pagata solo la quota stabilita dallo Stato, ovvero lo 0,4% sulla prima casa e lo 0,76% sulla seconda. Entro il 18 dicembre ci sarà poi il conguaglio definitivo sulla base delle decisioni di ogni Comune. «Salvo eventuali altri cambiamenti da parte del Governo», continua Sonzogni. Come inevitabile, per risanare i conti in rosso il Comune alza le tasse. «Ma abbiamo mantenuto i servizi fondamentali senza alzare le tariffe – prosegue il vicesindaco –. Rifiuti e trasporti scolastici sono rimasti inalterati, abbiamo aumentato l’addizionale Irpef. Nonostante le difficoltà e la crisi, l’obiettivo è quello di completare il piano di rientro per il 2013. Un’impresa non facile, considerati i tempi e la nostra situazione, ma contiamo di farcela. Al contrario c’è il rischio che la Corte dei conti invii un commissario. Allora sì che le tariffe verrebbero portate al massimo. Oppure, anche se non saremo riusciti a risanare il debito, la Corte dei conti potrebbe comunque consentirci di proseguire nell’amministrazione, se vedrà che abbiamo preso la giusta». Un debito, quello accumulato negli ultimi anni dal Comune, che, nel 2010, era stato accertato in due milioni e 300 mila euro dal commissario prefettizio Adriano Coretti. E ora è sceso a un milione e 887 mila euro (il dato dell’ultimo conto consuntivo 2011).

«Accesi troppi mutui»
«Il debito è in buona parte dovuto alle decine di mutui che sono stati contratti in questi anni (ben 111 mutui, per oltre dieci milioni di euro secondo le cifre rese note lo scorso anno in Consiglio comunale, ndr) –. E i creditori oggi sono per la maggior parte ditte e aziende fornitrici». Ma oltre che con l’Imu, come fare cassa? Il piano della alienazioni degli immobili comunali finora non ha portato moltissimo. «Speriamo si riapra il mercato immobiliare – dice Sonzogni –. La vendita dell’ex caserma potrebbe portare un buon introito». Sul piatto anche il ricalcolo dell’Ici sulle , previste in forte rialzo. Già alcuni paesi (vedi Gandellino, ndr) ne hanno beneficiato. E sul territorio di San Giovanni Bianco ci sono ben cinque , tre dell’Enel, uno dell’Italgen e uno della Sarco (Smi, all’ex ). Il bilancio sul primo anno di amministrazione del sindaco Marco , con i dati dei conti pubblici, sarà illustrato nell’assemblea, in programma domani alle 21, nella sala polivalente.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

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