Rossella Paleni con papà Luciano nella cucina del ristorante ai mille metri di , in alta Val … – E il re del pesce passò di mano lo scettro. Dopo trent’anni a cucinare gamberoni e aragoste fresche a mille metri di quota, Luciano Paleni di , 62 anni, appende il mestolo. O meglio, lo cede alla figlia ventiseienne che, per continuare l’attività del padre, ha lasciato un lavoro da impiegata a Bolgare.

Una laurea in Economia
Ma Rossella Paleni – una laurea in Economia e commercio in tasca dal 2008 – desiderava fare anche qualcosa per il suo paesino. E dopo tre anni ha rinunciato a quel posto vicino alla città per dare continuità al ristorante di papà Luciano. Una sfida insolita per una giovane di , sicuramente in controtendenza ai coetanei più decisi – spesso per necessità – a lasciare casa che a restare in valle. Ma alle spalle c’è un’attività conosciuta, a Bergamo ma anche nel Milanese.

Perché il ristorante di Luciano Paleni è meta da 30 anni di buongustai del pesce: ci si fa 50 chilometri e oltre per gustare aragoste e salmoni, arrivati dall’Atlantico o da Chioggia. Luciano, allievo di Vittorio Cerea, si rifornisce due o tre volte alla settimana e da lui il pesce fresco non manca mai. Lo sanno bene i clienti affezionati, tra cui volti noti dello spettacolo e dell’imprenditoria orobica. Ma dopo un’onorata carriera dietro i fornelli a servizio di Cusio e della valle Luciano è andato in pensione. Dal 1° gennaio di quest’anno il ristorante sarebbe rimasto chiuso: addio pesce fresco in alta Valle e Cusio, molto probabilmente, avrebbe perso un po’ del suo «appeal», conosciuto spesso proprio per il ristorante di Luciano.

Tornano bar e ristorante
Ma la figlia Rossella, diplomata all’istituto di San Pellegrino nel ramo turistico e col sogno di aprire un suo albergo, non ci ha pensato due volte. «Entro ottobre decidi, altrimenti io chiudo e vendo», è stato l’ultimatum di papà. «Ho scelto velocemente – dice Rossella – a me dispiaceva, e ho deciso di continuare io». Rossella aveva casa a , per essere più vicina al posto di lavoro. Ora è tornata a Cusio. «Preferisco vivere qui, il lavoro che facevo mi piaceva ma questo sarà tutto un’altra cosa – continua Rossella – con soddisfazioni ben diverse».

E il ristorante noto per il suo pesce riaprirà anche come bar e, verso primavera, tornerà pure a fare pizzeria, come alcuni anni fa. «Il pesce continuerà a esserci – dice la neo titolare, con socia mamma Anna – ma voglio dare un taglio più giovane al locale anche con qualche ritocco alla struttura». L’entusiasmo non manca. Ingrediente, peraltro, fondamentale per credere in un’attività di questo tipo in un paese come Cusio, meno di 300 anime e con un appeal turistico non proprio di prim’ordine. «Ci saranno i sacrifici – conclude Rossella – ma lo faccio per me e per il paese. D’altronde qualcuno deve crederci al futuro qui in montagna, altrimenti chiudiamo tutti e ce ne andiamo».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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