San Giovanni Bianco – Si potranno vendere l’ex caserma, le vecchie scuole di San Gallo e l’edificio che doveva ospitare la fucina. Il buco nei conti del Comune ammonta a un milione e 773 mila euro: tanto è il disavanzo del 2008 che ora dovrà essere ripianato entro la fine del 2011 con nuove entrate, tra cui la possibile alienazione di proprietà, terreni ed edifici comunali, e la valorizzazione della Casa di e di Casa (con la partecipazione di altri enti o privati nella gestione dei due musei). È stato un Consiglio comunale acceso e affollato quello svoltosi lunedì sera a .

Cuore della discussione la sofferenza delle casse comunali, sulle cui cause ha risposto il revisore dei conti Luca Nembrini: «Se ci sono errori nel bilancio è un problema soprattutto del ragioniere, non del sindaco o del revisore dei conti. Qui si sono sovrastimate le entrate e sottostimate le uscite. Dal 1° ottobre 2008, poi, col nuovo responsabile finanziario, le irregolarità sono emerse: c’erano, per esempio, voci in entrata, derivanti anche da anni precedenti, che non sarebbero mai state riscosse». «Se i bilanci degli anni passati non corrispondevano a dati reali – ha replicato il consigliere di minoranza Sergio Sonzogni della “Lista civica per San Giovanni” – gli errori non possono essere di una sola persona, ci sono anche le responsabilità politiche».

La Giunta e chi ricopre cariche di vertice – ha aggiunto Eva Rondi dello stesso gruppo di minoranza – devono vigilare e quindi rispondere degli errori. C’è stata una gestione poco trasparente». «È impensabile e scorretto dare la colpa a uno solo. Ci sono numeri che hanno anche una valenza politica. I mutui, per esempio, non li fa il funzionario» ha aggiunto Tiziana Bonaiti della lista «Insieme». «I conti andavano sistemati – ha risposto il sindaco Gerardo Pozzi (Lega Nord) – e gli errori sono stati tecnici, non è colpa del Consiglio.

Certo, avrei preferito un mandato con soldi da spendere, ma le opere sono state fatte negli anni scorsi e funzionano. In questi anni, vista la situazione, non ci inventeremo nessuna opera. Occorre ripianare i debiti, tirare una linea e ripartire». E per ripianare il buco di bilancio, tra le possibilità, c’è la messa in vendita di alcuni beni comunali (terreni e immobili per un valore complessivo di circa un milione e 270 mila euro, tra cui le ex scuole di San Gallo, l’ex caserma e l’edificio di via XXIV Maggio acquistato nel 2007 per ospitare la fucina del museo Ceresa). Potranno, invece, essere «valorizzate», Casa di Arlecchino e museo Ceresa «tramite una partnership di privati o fondazioni – ha detto l’assessore al Bilancio Daniele Bissolotti rispondendo a una domanda del consigliere Sonzogni – quindi in comproprietà».

Conto consuntivo e piano delle alienazioni e valorizzazioni sono stati approvati con il solo sì della Lega, contrarie le minoranze. Opposizioni che hanno votato no anche alla verifica di bilancio 2009: al 31 settembre scorso il passivo era di 415 mila euro («dovuti a gestione anni precedenti») che dovranno essere recuperati, anche questi, con la vendita di proprietà comunali o altre entrate.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di