Zogno dice no all’amianto e promette: aiuti in arrivo

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Zogno dice no alla discarica di rifiuti di amianto. La contrarietà all’ipotizzata realizzazione in una cava dismessa posta in territorio comunale di , al confine con il territorio di , è stata formalizzata in una delibera del Consiglio comunale, che ha recepito le istanze della cittadinanza. A far votare no è la possibilità, fatta presente da più parti, che anche potrebbe risentire in modo negativo della presenza della discarica, a causa della diffusione di pericolose particelle volatili. Un problema di salute pubblica, quindi, ma anche di immagine turistica e perciò economica della : preoccupazioni, queste, già ben evidenziate in un’intervista rilasciata al nostro giornale dal sindaco Giuliano Ghisalberti. La Giunta aveva già preso posizione in un ordine del giorno e altrettanto aveva fatto il gruppo Zogno Democratica con una mozione. Nel corso della recente seduta consiliare dedicata all’esame del consuntivo 2012 e del previsionale 2013 si è ampiamente discusso di questo tema, con interventi che hanno registrato la sintonia dei referenti dei gruppi consiliari, Lega Nord di maggioranza, Zogno Democratica e Pdl-Udc di minoranza. Alla fine si è arrivati alla formulazione di una delibera di Giunta nella quale è stato espresso l’impegno del sindaco di tenere costantemente informati i consiglieri sullo sviluppo della vicenda, pronti ad assumere iniziative di contrasto anche a livello mediatico.

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Zogno in grotta da dieci anni “Speleologi” a quota 20 mila

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grotte-delle-meraviglieZogno – Ventimila «speleologi» in dieci anni: domani il «Gruppo speleologico grotte delle Meraviglie» di festeggerà i due lustri dalla riapertura del primo complesso carsico turistico della e uno dei primi in Italia. Nella nostra provincia, infatti, fu il primo a essere scoperto e attrezzato per la visita al grande pubblico. Era il 1932 quando la cavità venne esplorata da Ermenegildo Zanchi: sette anni dopo le grotte, illuminate da un impianto elettrico, divennero visitabili a tutti. Tra chiusure e riaperture alterne, le grotte vennero recuperate dal Comune e di nuovo rese accessibili dieci anni fa.

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Amianto in cava danneggerà pure il turismo

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Zogno – C’è preoccupazione a per l’ipotesi di realizzazione di una vasta discarica di amianto a . E l’amministrazione comunale è determinata a percorrere tutte le strade che le sono possibili per scongiurare tale prospettiva. È insomma un no irrevocabile a tale realizzazione, che verrà formalizzato nel corso della seduta consiliare di stasera con l’approvazione di una delibera di giunta che si esprime in tal senso. La questione è nota ed è stata dibattuta in una recente assemblea pubblica a : Unicalce ha richiesto l’apertura di una discarica di amianto trattato in una cava dismessa, poco distante dai Ponti di Sedrina. L’amministrazione comunale di Sedrina, già esprimendo una posizione negativa in tal senso, sta studiando il problema con un comitato popolare. Nessuna competenza per Zogno allora? Di tutt’altro avviso l’amministrazione comunale e la popolazione . «Sta di fatto – osserva il sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti – che gli effetti sicuramente nefasti ’ipotizzata discarica si farebbero sentire più pesantemente per Zogno che per Sedrina capoluogo, che sarebbe riparata da un costone roccioso. Di Sedrina sarebbero interessate le frazioni a est, di Zogno tutti i quartieri di ».

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Addio a Curnis, una vita spesa nei Comuni brembani

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Zogno – Si è spento nella prima mattinata di ieri all’ospedale di , dove era ricoverato da lunedì scorso, Angelo Curnis, attivissimo e apprezzato assessore alla Cultura e alla comunicazione di . Curnis, 63 anni compiuti a fine marzo e docente di scuola primaria, aveva accusato un improvviso malore ed era stato ricoverato in ospedale, dove le sue condizioni si sono aggravate fino a portarlo alla morte. Curnis aveva cominciato fin da giovanissimo a vivere il mondo della politica, in particolare nell’ambito della Democrazia Cristiana nella quale ha militato per tanti anni.

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Zogno riscopre l’arte delle sue 17 chiesette

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Nasce a Zogno un itinerario di architettura religiosa tra le chiese di San Bernardino, San Sebastiano, San Cipriano, e ancora della Natività di Maria Vergine, della Madonna di Lourdes e altre. Osserva Angelo Curnis, assessore alla Cultura del Comune di : «Sul nostro territorio sono presenti 17 chiesette collocate nelle frazioni del paese, ciascuna con una sua festa che viene ogni anno celebrata dai contradaioli. Parliamo di chiese che vengono regolarmente utilizzate e non soltanto in occasione delle feste dei patroni. Ben 17, di cui otto dedicate ai santi e nove alla Vergine. È un patrimonio di architettura religiosa di rilevante significato storico e culturale oltre che, ovviamente, artistico. Patrimonio che completa quello più vasto comprendendo le chiese parrocchiali e le santelle, anch’esse numerose. Ciascuna ha una propria storia devozionale custodendo alcune importanti opere d’arte pittorica, meritevoli di essere conosciute oltre che dalla comunità locale, dai turisti e dai cultori della storia della ». La più antica di queste costruzioni è la chiesa di San Bernardino, risalente al 1400 e collocata nell’omonima frazione che sta a ridosso della provinciale, alla periferia di del paese. Le altre si collocano nei secoli seguenti, la più recente è quella del Derò, verso San , costruita in sostituzione di quella settecentesca distrutta dall’alluvione del 1987 e presso la quale sgorgava una fonte dall’acqua ritenuta miracolosa.

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Scivola in riva al Brembo, ferito pescatore di Zogno

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Zogno – Brutta avventura venerdì per un pescatore di . Era in riva al , in località Grotte delle Meraviglie, quando è scivolato per quasi sei metri su rovi e rocce. È accaduto verso le 17 a Matteo , 25 anni di di Zogno, pescatore dall’età di sei anni. «Ho perso l’equilibrio e sono precipitato sulla scarpata, finendo su spuntoni di rocce – spiega –. Sono scivolato sulla e son finito giù. In tanti anni non mi era mai capitata una sventura simile». È finita con diverse contusioni e una frattura del bacino. «Appena scivolato pensavo di rimettermi in piedi e risalire la scarpata – precisa Ferrari –, purtroppo mi sono accorto che non riuscivo più a muovermi e il dolore andava aumentando. Fortunatamente avevo il cellulare nella tasca del gilet, ho quindi avvertito i soccorsi».

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