Cacciata di gennaio fa il pieno il corteo con i campanacci a Taleggio
Taleggio, Vedeseta Non commentato »Si è rinnovata, in Valle Taleggio, la tradizione della «Cacciata di gennaio». A decine si sono ritrovati, nei paesi della valle, muniti di nacchere, campanacci, attrezzi metallici di ogni genere che facessero rumore, per cacciare la stagione fredda, un appuntamento tradizionale che si ripete ogni anno. Tra i partecipanti anche il sindaco di Vedeseta Marianna Pezzoli. Impossibile non sentirli anche dalle località più lontane.
Il sindaco Pezzoli all’inaugurazione: Patrimonio aperto a tutti. Chiedo a Sant’Antonio una grazia importante: quella che gli adulti divengano un modello, un esempio da imitare per tutti i nostri giovani»: con queste parole, a Vedeseta, il vescovo Roberto Amadei ha chiuso l’omelia nel corso della Messa dedicata al patrono ma anche alla celebrazione delle Cresime e per l’inaugurazione del cineteatro dedicato a don Sabino Camia, parroco per 35 anni nella piccola comunità della Val Taleggio.
Il ritrovamento di un manoscritto del 1823 fa riscrivere la storia locale. Non solo formaggio, stracchini e mucche: la Valle Taleggio fu anche terra ricca di tartufi, orzo, segale e allevamenti di capre. La sorpresa arriva da un manoscritto del 1823 ritrovato nella casa parrocchiale di Sottochiesa e trascritto in una pubblicazione da Arrigo Arrigoni, ex sindaco di Vedeseta, con la collaborazione di Osvalda Quarenghi e Giuseppe Musitelli. Il manoscritto dell’«agrimensore» Giuseppe Locatelli, dal titolo «Cenni, ed osservazioni sulla Vallata di Taleggio», e il nuovo libro, arricchito di migliaia di annotazioni, sono stati presentati, in un incontro affollato, al ristorante «Dell’Angelo» di Vedeseta.
Pubblicato un testo sulla vallata scritto nel 1823. Oggi la presentazione. Con questa pubblicazione «torna alla luce un corposo testo scritto nel 1823, quasi duecento anni fa, mai pubblicato, a lungo introvabile e dato ormai per perduto. Finora ci era noto solo attraverso le ripetute citazioni operate da alcuni autori che si sono occupati in passato di storia della
In cinque anni la produzione da 1.460 a 3.400 pezzi. Successo alla festa. La sagra dello Strachitunt cresce. Come cresce la produzione di Strachitunt, passata dalle 1.460 forme del 2002, anno di costituzione del Consorzio di tutela, alle 3.400 previste entro la fine di quest’anno. La terza edizione della sagra dedicata al re dei formaggi erborinati, recente vincitore di un concorso europeo in Sicilia, ha fatto ancora centro: circa 600 i partecipanti alla kermesse – tra degustazioni, menu a base di formaggi e carne, musica, castagnata e convegno – allestita dalla Pro loco, alla tensostruttura sul sagrato della parrocchiale di Pizzino.