Cacciata di gennaio fa il pieno il corteo con i campanacci a Taleggio

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Si è rinnovata, in Valle Taleggio, la tradizione della «Cacciata di gennaio». A decine si sono ritrovati, nei paesi della valle, muniti di nacchere, campanacci, attrezzi metallici di ogni genere che facessero rumore, per cacciare la stagione fredda, un appuntamento tradizionale che si ripete ogni anno. Tra i partecipanti anche il sindaco di Vedeseta Marianna Pezzoli. Impossibile non sentirli anche dalle località più lontane.

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Un teatro per la Valle Taleggio

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Piazzoli di VedesetaIl sindaco Pezzoli all’inaugurazione: Patrimonio aperto a tutti. Chiedo a Sant’Antonio una grazia importante: quella che gli adulti divengano un modello, un esempio da imitare per tutti i nostri giovani»: con queste parole, a Vedeseta, il vescovo Roberto Amadei ha chiuso l’omelia nel corso della Messa dedicata al patrono ma anche alla celebrazione delle Cresime e per l’inaugurazione del cineteatro dedicato a don Sabino Camia, parroco per 35 anni nella piccola comunità della Val Taleggio.

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Nuovo centro culturale di Vedeseta

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Ecco il nuovo centro culturale: festa tripla. Domani il taglio del nastro, dopo due anni di lavori. E arriva il vescovo per Cresime e patrono. Tre motivi per far festa: tre occasioni che non lasceranno a casa nessuno, domani a Vedeseta. Il piccolo paese della Val Taleggio festeggerà infatti domani il patrono Sant’Antonio abate, due ragazze riceveranno la Cresima e si terrà l’inaugurazione del nuovo centro ricreativo culturale. La giornata inizierà alle 10 con l’accoglienza del vescovo Roberto Amadei, quindi la tradizionale benedizione degli animali e degli automezzi. Poco più tardi, alle 10,30, il vescovo presiederà la Messa e amministrerà il Sacramento della Cresima a due ragazze, Alice Ciresa e Arianna Locatelli, mentre verso le 11,30, al termine della funzione religiosa, è in programma l’inaugurazione del centro ricreativo culturale.

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La Valle Taleggio fu terra di tartufi

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il nuovo libroIl ritrovamento di un manoscritto del 1823 fa riscrivere la storia locale. Non solo formaggio, stracchini e mucche: la Valle Taleggio fu anche terra ricca di tartufi, orzo, segale e allevamenti di capre. La sorpresa arriva da un manoscritto del 1823 ritrovato nella casa parrocchiale di Sottochiesa e trascritto in una pubblicazione da Arrigo Arrigoni, ex sindaco di Vedeseta, con la collaborazione di Osvalda Quarenghi e Giuseppe Musitelli. Il manoscritto dell’«agrimensore» Giuseppe Locatelli, dal titolo «Cenni, ed osservazioni sulla Vallata di Taleggio», e il nuovo libro, arricchito di migliaia di annotazioni, sono stati presentati, in un incontro affollato, al ristorante «Dell’Angelo» di Vedeseta.

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Genti di Val Taleggio sensibili e iraconde

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Reggetto di Vedeseta un secolo faPubblicato un testo sulla vallata scritto nel 1823. Oggi la presentazione. Con questa pubblicazione «torna alla luce un corposo testo scritto nel 1823, quasi duecento anni fa, mai pubblicato, a lungo introvabile e dato ormai per perduto. Finora ci era noto solo attraverso le ripetute citazioni operate da alcuni autori che si sono occupati in passato di storia della Valle Taleggio».

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Cenni ed osservazioni sulla Vallata di Taleggio

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di Giuseppe Locatelli pubblicazione curata da Arrigo Arrigoni con la collaborazione di Osvalda Quarenghi e Giuseppe Musitelli. Presentazione opera Sabato 17 Novembre ore 15.30 - Albergo dell’Angelo di Vedeseta. L’esistenza di un’opera sulla Valle dell’Enna, intitolata Cenni, ed osservazioni sulla Vallata di Taleggio scritta da Giuseppe Locatelli, agrimensore della Lavina di Vedeseta, era finora nota attraverso le poche citazioni che di essa avevano compiuto diversi autori che, tra Otto e Novecento, si sono occupati di cose della valle, a partire dall’ing. Giuseppe Arrigoni di Introbio con la sua opera fondamentale Notizie Storiche della Valsassina e delle terre limitrofe dalla più remota fino alla presente età, pubblicata nel 1840, e da don Nicola Ghilardi, un tempo parroco di Pizzino, col suo prezioso libretto La chiesa parrocchiale di Pizzino e i suoi Oratori, Frammenti storici e note illustrative, edito nel 1951.

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Strachitunt Valtaleggio crescono forme e sagra

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Strachitunt ValtaleggioIn cinque anni la produzione da 1.460 a 3.400 pezzi. Successo alla festa. La sagra dello Strachitunt cresce. Come cresce la produzione di Strachitunt, passata dalle 1.460 forme del 2002, anno di costituzione del Consorzio di tutela, alle 3.400 previste entro la fine di quest’anno. La terza edizione della sagra dedicata al re dei formaggi erborinati, recente vincitore di un concorso europeo in Sicilia, ha fatto ancora centro: circa 600 i partecipanti alla kermesse – tra degustazioni, menu a base di formaggi e carne, musica, castagnata e convegno – allestita dalla Pro loco, alla tensostruttura sul sagrato della parrocchiale di Pizzino.

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Una sagra per difendere lo Strachitunt

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Domani convegno e piatti tipici. Il sindaco: «Anche così contrastiamo le imitazioni»
Una sagra per difendere la tipicità dello Strachitunt Valtaleggio. Domani, a Pizzino di Taleggio, si tiene la terza festa dedicata al formaggio salito agli onori delle cronache da cinque anni, da quando lo chef Gianfranco Vissani, durante una visita al caseificio Arrigoni di Peghera, lo incoronò come «il più buono d’Italia». E gli organizzatori della festa hanno le idee chiare: l’obiettivo, anche con iniziative promozionali e popolari come la sagra, è quello di ottenere finalmente la «Denominazione di origine protetta» per cercare di difendere il prodotto dalle imitazioni. In prima linea, naturalmente, in questa «battaglia», il Consorzio di tutela dello Strachitunt presieduto da Alvaro Ravasio e poi i Comuni di Taleggio e Vedeseta.

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Si allarga la strada della Val Taleggio

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Messa in sicurezza e miglioria: sono gli obiettivi degli interventi in corso sulle strade della Val Taleggio con finanziamenti della Legge Valtellina, per un importo complessivo di oltre tre milioni e mezzo di euro. In corso di costruzione il nuovo ponte sul torrente Lavina, in Comune di Vedeseta: recentemente, sulle rive, sono state posate le travi in ferro di sostegno e, a giorni, dovrebbe essere pronta la posa della sede viabile; e si spera che l’esecuzione di quest’opera venga accelerata perché attualmente il transito sul ponte alternativo in ferro è vietato ai camion.

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