Gerosa – Dal volante dei camion a quello del Comune di . Ha un suono straniero la prima candidatura alle prossime elezioni amministrative del piccolo paese dell’alta (366 abitanti a fine 2009). A due giorni dalla scadenza della presentazione delle liste (sabato alle 12), Adriano Jakoncic, 57 anni, originario della Croazia ma residente a Sant’Omobono dal 1983, guiderà quella che, a ieri, era l’unica lista pronta a presentare la propria candidatura: «La Destra», il partito di Storace nato nel 2006.

È a Sant’Omobono dal 1983
Diplomato cuoco nel Paese d’origine, Jakoncic arriva in Italia alla ricerca di lavoro nel 1972, prima a Verona e poi a Trieste. Prende la patente da camionista e inizia a lavorare per alcune ditte di trasporti. È in Medio Oriente quando conosce alcuni valdimagnini e così, nel 1983, sbarca a Sant’Omobono. Nel 1987, nel capoluogo della , apre una ditta di assemblaggio di minuteria metallica, chiusa poi nel 1992, anno in cui torna a fare il camionista (ora, però, è disoccupato). Sposato, padre di tre figli, due maschi di 33 e 20 anni e di Loredana, 22 anni, anche lei candidata nella lista a Gerosa, abita nella frazione di Selino Alto. «Il nostro gruppo è composto da persone non residenti a Gerosa – dice Jakoncic – e quindi senza interessi personali. Vogliamo solo dare sviluppo al paese, naturalmente avendo la gente dalla nostra parte. Conosco Gerosa perché ci sono stato diverse volte, sappiamo che i soldi a disposizione sono pochi ma, a nostro modo di vedere, ci sono le possibilità per reperire finanziamenti e sistemare ciò che non va». «Per noi questa è anche una sfida importante – prosegue il candidato sindaco – dimostrare che anche in un piccolo paese come Gerosa si potrà fare tanto. Quindi la volontà di impegnarsi c’è da parte di tutta la squadra: ora spetta agli abitanti darci fiducia. Siamo un gruppo di destra ma naturalmente aperti a collaborare con tutte le forze politiche e le liste che eventualmente si presenteranno».

L’obiettivo: «Riapriremo la piscina»
Promotore della squadra che tenterà la «scalata» di Gerosa, Comune commissariato dal giugno scorso, è Gianclaudio Nova, 41 anni, di Berbenno, assistente di polizia penitenziaria a Lecco, sindacalista e già candidato consigliere alle ultime amministrative per il Comune di Bergamo e per la Provincia. Se eletto dovrebbe ricoprire la carica di vicesindaco. «Vogliamo portare il nostro movimento politico anche a Gerosa – dice Nova, ex leghista – e risolvere, innanzitutto, quelli che sono due grossi problemi del paese: riaprire la piscina, acquistando la metà della proprietà ora di un privato, e sistemare le strade comunali malmesse». Nel gruppo ci sono anche Mauro Angiulli di Villa d’Almè, Loredana Jakoncic di Sant’Omobono, Paola Niutta di Berbenno e Anna Rosaria Ceglia di Boviso Masciago (se eletti – dice Nova – saranno gli assessori). Nella lista, quindi, anche i lecchesi Giancarlo Perrone e Fernanda De Finis, Mario Colombera di Selino Alto, i milanesi Guido Scala e Cristiano Rosa e Fabio Mauro Calogero di Catania. Poco, per ora, trapela, invece, su eventuali altre liste in preparazione. Lo scorso giugno, alle amministrative, si presentò una sola formazione, guidata dall’imprenditrice locale Adriana Corticelli. Alle urne, però, andò solo il 41% degli aventi diritto al voto e, mancando il quorum, le elezioni furono annullate. A guidare il Comune, quindi, dal giugno scorso, c’è il commissario prefettizio Andrea Iannotta. Stando a indiscrezioni raccolte in paese pare che anche questa volta Corticelli abbia tentato di formare una lista ma, per ora, la diretta interessata ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.

Candidato in forse da Berbenno
Pronto a candidarsi a sindaco di Gerosa ci sarebbe anche Marco Manzinali, classe 1983, geometra di Berbenno. Che, diversamente da Jakoncic, ha tentato di formare una squadra con i residenti di Gerosa. «Però ho trovato poche disponibilità – spiega – e quindi la presentazione della lista è in forse». Per il resto in paese solo voci e dubbi. «Non so nulla», «mi sono tirato fuori dalla politica», «tante voci, ma poco di certo», sono le risposte più ricorrenti. Nel frattempo il commissario prefettizio fa il bilancio di questi nove mesi di amministrazione: «Abbiamo completato il passaggio di acquedotto e fognature a Uniacque – spiega Iannotta –. Sono stati adeguati gli di riscaldamento di scuole e municipio e i locali della tesoreria, quindi abbiamo avviato l’iter per il Piano di governo del territorio. Con un contributo della è stato sistemato il che porta al santuario della Foppa e, di recente, è stato approvato il progetto, già finanziato, per rinnovare l’ingresso del paese: sono previsti un’aiuola spartitraffico, il recupero della fontana e alcune panchine. E in previsione c’è anche la sistemazione dell’arredo urbano dell’area dietro la chiesa. Siamo comunque riusciti a fare tanto con i fondi che avevamo. Grazie anche all’aiuto del segretario comunale e dei dipendenti».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo