boscaioliDopo Dossena e Valtorta, anche Cassiglio e Piazza Brembana hanno affidato i loro boschi alla Biolombardia società agricola», società con sede a ma operante su tutto il territorio nazionale, specializzata nella gestione ecosostenibile di boschi e foreste: in totale si tratta di circa 5.000 ettari. ha affidato per 15 anni circa 290 ettari di bosco nella zona del monte Sole e in località Fondi, a 12 mila euro l’anno (ovvero 180 mila euro per tutto il periodo). I «crediti di carbonio» Come per gli altri Comuni è previsto che all’ente pubblico vada il 25% degli eventuali «crediti di carbonio» che verranno erogati al gestore. Si tratta di fondi europei messi a disposizione per l’abbattimento del gas serra che arriveranno solo dopo «certificazione di gestione ecosostenibile ». Certificazione, per esempio, che sarà possibile in caso di utilizzo del legname in centraline a biomassa per la produzione di energia elettrica tramite scarti di legna. «Il contratto è stato firmato – dice il sindaco di – e a breve inizieranno gli interventi.

Ora stiamo cercando le aree più idonee dove installare le centraline. Serviranno per la produzione di acqua calda ed energia elettrica. Da noi i boschi erano ormai abbandonati. Così, invece, garantiamo sfruttamento e entrate certe». Anche il Comune di Cassiglio, dopo bando pubblico, ha affidato da poche settimane alla Biolombardia 1.300 ettari di bosco a 11.500 euro l’anno. Mentre a e l’attività è già in corso da alcuni mesi. A , però, la Biolombardia è in ritardo con il pagamento di tre rate del canone per la concessione dei boschi (1.071 ettari per 15 anni) per complessivi 30.600 euro (il secondo semestre del 2011 e tutto il 2012). Ritardi, a quanto pare, dettati dalla modifica ’assetto societario. La giunta comunale ha così prorogato il termine ultimo di pagamento al 15 maggio prossimo chiedendo anche una garanzia bancaria.

«L’attività della Biolombardia prosegue – dice il vicesindaco di Dossena Franco – e i mancati pagamenti sono dovuti ai cambiamenti del consiglio di amministrazione nella società». Dubbi sull’operazione Sull’affidamento dei boschi pubblici alla Biolombardia c’è però chi nutre qualche dubbio, come l’ex sindaco di Paolo Balestra, ora titolare di una piccola società agricola forestale. «Operazioni come queste – dice – costituiranno un serio ostacolo alle imprese locali. Riducendo il territorio disponibile si indurrà le ditte a cercare lotti altrove. E le centrali che andranno a realizzare utilizzeranno la tecnica della gassificazione: il legno eventualmente sminuzzato non verrà bruciato per produrre vapore o scaldare l’olio della turbina di corrente, ma carbonizzato per produrre gas usato poi come combustibile. Lo scopo, in realtà,di queste società non è tanto lo sfruttamento del legname quanto l’accesso al business dei cosiddetti “crediti di carbonio”.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di