San Pellegrino Terme – «Le terme negli antichi portici sono la soluzione ideale che io avevo già prospettato a Percassi». Saverio Quadrio Curzio, presidente di «Qc», il gruppo che prenderà in gestione le nuove terme di San , non ha dubbi. Percassi ha modificato strategia: dopo aver messo da parte i progetti di Perrault e del giapponese Kengo Kuma si è deciso di ristrutturare i vecchi portici della fonte e l’ex Milano. Per Quadrio Curzio la soluzione migliore. «Piuttosto che una struttura nuova valorizzare quanto già esistente – continua l’imprenditore lecchese –. Gli antichi portici accanto al casinò hanno un valore eccezionale.

Quando io proposi questa idea, la progettazione di Kuma era già in stato avanzato e forse Percassi non se la sentiva di tornare indietro». Poi il prolungarsi della crisi e dei tempi, i costi e le difficoltà di realizzare il centro commerciale-residenziale hanno fatto cambiare idea anche all’imprenditore seriano. Il rischio era quello di trovarsi con le terme di Kuma aperte, davanti però a un’area vuota o a cantiere, stante il rinvio della realizzazione del cosiddetto «borgo basso».

Il designer Marco Ferreri
Le nuove terme avranno una superficie di 4.000 metri quadrati, le più grandi tra quelle gestite da Quadrio Curzio che ha in mano anche i centri di Bormio, Milano, Monza, Pré Saint Didier (Aosta) e Torino. Negli antichi portici, dove un tempo c’erano negozi e le camere dell’ex hotel Milano, troveranno posto i servizi, mentre le piscine dovrebbero sorgere al posto del vecchio albergo. La sala bibite diventerà una sorta di spazio cocktail. La progettazione per ora è affidata al gruppo di architetti «De8», legato a Percassi, e al designer milanese Marco Ferreri. «Il livello resterà altissimo – dice Quadrio Curzio –. Anzi l’inserimento di elementi moderni in un palazzo antico ha effetti ancora migliori rispetto a una struttura tutta nuova». Quadrio Curzio ha stipulato con il un accordo per la gestione delle terme (che diventeranno di proprietà del Comune) e un altro per il futuro albergo. Ma proprio sul nuovo hotel delle terme sembra non esserci particolare fretta. «Percassi fa bene a non realizzare subito l’hotel – dice –. Meglio attendere 3-4 anni dopo l’apertura delle terme. A mio parere l’avvio del centro termale consentirà di riempire gli hotel già esistenti. Il target di clientela delle nostre terme è ampio: si va da chi spende 30 euro a chi, in un giorno, ne potrà spendere 200. Ma gli alberghi che si riempiono prima sono i due e tre stelle». «Per esempio – prosegue Quadrio Curzio – a Pré Saint Didier non disponiamo di un nostro albergo e gli hotel del paese lavorano. E ora la Regione non vuole più costruire quello nuovo. Poi c’è la crisi economica e un albergo di lusso probabilmente non garantirebbe un adeguato ritorno economico. Se poi, a terme avviate, sorgerà l’esigenza di un albergo di alto livello ci saranno spazio e tempo per farlo». «Anche 200 mila presenze» Le terme di Bormio arrivano a 150 mila presenze annue, quelle di Pré Saint Didier a 180 mila e quelle di Milano (senza però acqua termale) a 140 mila. «San Pellegrino – prosegue Quadrio Curzio – potrà arrivare, dopo 3 o 4 anni, anche a 200 mila presenze. La struttura è molto ampia e vicina a Milano, rispetto, per esempio, a Bormio, molto distante e con spazi più limitati».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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