Fondra – Il rientro a casa da scuola? In auto, accompagnati da mamma, perché l’autobus di linea non c’è. O meglio c’è, ma parte 15 minuti prima del proprio arrivo in stazione, oppure occorre attendere tre ore e 10 minuti per la corsa successiva. Succede in alta Valle , per gli studenti di , e dei comuni limitrofi, ragazzi che frequentano le scuole di Bergamo città. Ora le loro famiglie chiedono a Provincia e società che gestisce il trasporto pubblico di poter avere un mezzo pubblico che risolva il disagio, consentendo ai figli di arrivare a casa in bus.

La richiesta-protesta arriva da tre mamme, Wilma Midali e Grazia Mora di Branzi, e Virginia Maria Midali di Fondra. Andrea, 15 anni, figlio di Wilma, frequenta il secondo anno al liceo linguistico Falcone; Fabio, 16 anni, figlio di Virginia, è al terzo anno sempre del Falcone, mentre Bruno, 16 anni, figlio di Grazia, frequenta il terzo anno al liceo di scienze sociali a Bergamo. Si alzano alle 5,30 per prendere l’autobus che parte da Branzi alle 6 (50 chilometri dalla città) e arrivare a Bergamo prima delle 8. Ma il rientro non è così semplice come l’andata. Il primo bus utile in partenza da Bergamo Polaresco è alle 13,50 e arriva a alle 14,50, con i tre ragazzi: troppo tardi, però, per poter prendere il bus delle 14,35 diretto a e quindi con fermate a casa a Branzi e Isola di Fondra. Così i tre ragazzi, ma con loro anche altri studenti dell’alta Valle che frequentano le scuole in città, dovrebbero attendere fino alle 18, orario in cui parte il bus successivo. L’unica soluzione, per ora, è stata quella di farsi accompagnare a casa dai genitori.

Wilma, Grazia e Virginia si sono organizzate e, ogni giorno, a turno, scendono da Branzi e Fondra a Piazza Brembana a prendere i figli. Ma, dicono, di fronte al disagio o comunque alla carenza di trasporti, molti ragazzi rinunciano a frequentare le scuole cittadine e, più per necessità che per desiderio, scelgono l’ di Zogno o l’Alberghiero di San Pellegrino. «E fino a pochi anni fa non c’era neppure l’autobus delle 6 di mattina da Branzi – dicono – e quindi gli studenti rinunciavano in partenza a raggiungere le scuole a Bergamo. Non c’era un servizio di trasporto pubblico che consentisse di arrivare in orario in classe».

Ancora oggi, peraltro, nella maggior parte dei paesi dell’alta valle (in particolare i più a monte, Foppolo, Valleve, , o , per esempio), gli orari delle corse fisse della Sab non consentono, alla mattina, di arrivare a Bergamo entro le 8, quindi in orario utile per le lezioni. Le tre mamme di Branzi e Fondra hanno scritto alla Provincia e, recentemente anche alla Comunità montana, chiedendo una soluzione. Lo avevano già fatto lo scorso anno scolastico 2008-2009, ma senza avere risposte. Ci hanno riprovato quest’anno.

«Chiediamo di spostare l’orario di partenza dell’ultima corsa del primo pomeriggio da Piazza Brembana verso l’alta Valle Brembana di almeno un quarto d’ora – scrive Virginia Midali –. Ciò per dar modo agli studenti provenienti da Bergamo di poter arrivare a casa coi mezzi di trasporto a un orario ragionevole. Facciamo presente che non ci sono più corse fino alle 18 e i genitori, molti dei quali lavorano, devono trovare ogni giorno il modo per andare a prendere i figli a Piazza Brembana. Aggiungiamo che ogni studente paga il proprio abbonamento di andata e ritorno dall’alta valle a Bergamo, ma non usufruisce del servizio al ritorno, essendo bloccati, per pochi minuti di ritardo sulla coincidenza, a Piazza Brembana». «Ricevuta la richiesta, la Provincia l’ha girata alla società “Bergamo trasporti Ovest” che gestisce il servizio – dicono le mamme – ma ormai a quattro mesi dal nostro sollecito nulla è cambiato».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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