San Pellegrino Terme – I due gruppi di minoranza di San propongono di abbandonare l’idea del nuovo centro termale disegnato dall’architetto Dominique Perrault e di ristrutturare integralmente e riaprire le vecchie terme. Una proposta che ha lasciato un po’ sorpresa la maggioranza al termine di un Consiglio comunale, chiesto dalle opposizioni, dai toni particolarmente accesi, con accuse reciproche a volte anche un po’ fuori dalle righe. Al centro del dibattito l’operazione di rilancio della cittadina, pochi giorni dopo la firma dell’integrazione dell’accordo di programma tra Comune, Provincia, Regione e .

I rappresentanti delle due liste di minoranza, guidate da Nicola Baroni («Il Ponte») e Raffaella Sonzogni («La forza delle idee»), dopo aver lamentato una mancanza di trasparenza nelle informazioni e la difficoltà di accesso ai documenti relativi all’operazione, hanno preso in esame l’accordo di programma, criticandone diversi aspetti. In particolare «il dilatarsi dei tempi di attuazione degli interventi, il notevole e ingiustificato incremento dei costi, una serie di variabili aleatorie, una su tutte l’auspicata casa da gioco che sembrerebbe condizionare pesantemente la realizzazione dell’intero progetto, la mancata tutela degli interessi del Comune a favore del partner privato, quindi i vantaggi del Gruppo Percassi che ha messo le basi per assicurarsi la futura proprietà del con le relative pertinenze e la gestione della casa da gioco».
A conclusione di un dettagliato commento all’accordo di programma le minoranze hanno espresso «grande preoccupazione per il futuro di San Pellegrino e ferma condanna per la scarsa trasparenza con cui sindaco e amministrazione hanno gestito questa importante occasione di rilancio». Infine la proposta: «Le terme devono essere fatte subito, entro due anni, con abbandono del mega progetto dell’architetto Perrault e ristrutturazione integrale delle vecchie terme nell’edificio storico di via Mazzoni. Questo permetterà di avere un centro termale autonomo rispetto agli altri interventi che il Gruppo Percassi intende realizzare nell’area dell’ex stabilimento». « terme normali subito – ha concluso Sonzogni – che le più belle del mondo tra dieci anni».
«Respingiamo l’accusa che ci sia mancanza di trasparenza – ha replicato il vicesindaco Vittorio – perché i documenti sono sempre stati forniti. Queste critiche lasciano veramente l’amaro in bocca: se c’è una comunità che in questo momento dovrebbe ringraziare è proprio San Pellegrino, visto che finora sono stati investiti per opere pubbliche 21 milioni di euro. Su questa operazione c’è condivisione unanime del mondo imprenditoriale e degli enti pubblici mentre la minoranza la critica con forti contraddizioni». «Percassi ha già investito nella nostra cittadina risorse importanti – ha continuato – e non è vero che non ha obblighi, visto che è stata stipulata una fideiussione di quasi otto milioni. Per quanto riguarda il Grand Hotel le sono incerte come prima: se entro fine 2011 la società pubblica del Grand Hotel troverà i fondi per la ristrutturazione del piano rialzato allora il Gruppo Percassi si è impegnato a proseguire nel recupero, altrimenti sarà sua discrezione decidere se proseguire. Se dovesse essere concessa la casa da gioco il Gruppo Percassi si è impegnato al recupero dell’intero stabile. E la gestione, se possibile per legge, potrà far capo allo stesso privato». «Troviamo sconvolgente – ha concluso Milesi – che si contesti un’operazione di tale portata che ha la fiducia di tutti gli enti pubblici superiori, operazione, quindi, che ha tutte le premesse per realizzarsi».

L’Eco di Bergamo

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