Un riconoscimento prestigioso, che testimonia una grande capacità di innovare, seppur all’interno di un contesto difficile sul fronte dell’occupazione e delle infrastrutture come la Valle . Ieri infatti al Quirinale, direttamente dalle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del ministro Brunetta, Smigroup di ha ricevuto il «Premio dei Premi», sorta di categoria di eccellenza per quelle aziende, enti pubblici e privati protagonisti dell’innovazione e traino per tutto il sistema Paese.

Il gruppo brembano, che attraverso quattro marchi, produce macchine imballatrici, soffiatrici e linee complete nel settore food and beverage, si è aggiudicato il premio con la seguente motivazione: «per la propensione all’internazionalizzazione e per la capacità dimostrata a innovare continuamente i processi organizzativi e i prodotti».

Complessivamente sono state 28 le aziende, distintesi nei settori dell’industria (come Smi), della pubblica amministrazione, dell’università e del , a cui il presidente Napolitano ha consegnato il Premio dei Premi sull’innovazione, giunto alla sua seconda edizione. Grande la soddisfazione per il consigliere delegato di Smi Enio Nava, alla consegna del premio: «SmiGroup da anni ha posto la ricerca e lo sviluppo al centro delle proprie attività. La nostra azienda si è attrezzata adeguatamente per essere pronta a raccogliere le sfide che il mercato ci porrà in futuro. Riconoscimenti come questo rappresentano una conferma del nostro percorso strategico sempre più orientato ai temi dell’innovazione».

Con 81,7 milioni di euro di fatturato nel 2009 e un organico di 520 dipendenti (di cui 462 in Italia e 58 nelle filiali estere), Smigroup ha sempre creduto nella ricerca e nello sviluppo investendo in questo settore ogni anno il 4% del suo fatturato. Strategica per il gruppo è anche l’offerta diversificata: non esiste monoprodotto, ma si spazia in diversi settori, inerenti al mondo della produzione di macchinari per l’imballaggio. Inoltre, nonostante la vocazione internazionale (il 95% della produzione è destinato all’export in 130 Paesi), le aziende del gruppo sono fortemente radicate nel territorio brembano, con gli stabilimenti di San Giovanni Bianco e dove, su una superficie complessiva di 65.600 metri quadrati, hanno sede tutti i reparti di produzione e gli uffici e dove operano 462 dipendenti su un organico complessivo di 520 (gli altri operano nelle filiali estere).

Proprio il «capitale umano» è un altro degli aspetti che contraddistingue Smi: «puntiamo forte sulla formazione interna con una componente giovane (sotto i 35 anni) che supera il 65% dell’intero organico», afferma Pietro Volpi, responsabile marketing del gruppo. La sfida, in tempi di crisi come questi è anche quella, insistono da sempre in Smigroup, «di far coesistere tecnologia e cultura, design ed innovazione, efficienza e socialità», spiega il direttore innovazione del gruppo Fabio Chiesa. Un mix di fattori che in questi anni è servito ha aiutato l’azienda ad imporre nuovi standard tecnologici nel mondo dell’imballaggio, stringendo solide collaborazioni con le major del food & beverages quali Nestlé, Danone, Unilever, Coca Cola, PepsiCo, Heineken e Carlsberg.

Maurizio – L’Eco di Bergamo