oltre-il-colleOLTRE IL COLLE – Obiettivo: valorizzare l’ambiente di qualità, mantenerlo e per quanto possibile migliorarlo. È sostanzialmente il concetto base del piano di governo del territorio, una risposta ufficiale che il Consiglio comunale di ha adottato per disegnare il futuro della località che continua a essere un tassello importante nella mappa del turismo orobico, ma che sicuramente ha bisogno di robuste azioni sinergiche per tenere il passo in un settore sempre più complesso. No, dunque, a nuovi e massicci interventi cementizi che potrebbero avere un chiaro sapore di speculazione edilizia, sì invece a interventi finalizzati alla valorizzazione del patrimonio ambientale (prati, pascoli, boschi e incolti) e rurale (recuperi di edifici dismessi a fini ricettivi, nonché nuove edificazioni a fini di fattoria didattica).

A chiarimento di tale propositivo parlano i numeri: la cancellazione dei 35 mila metri quadri di territorio interamente rurale che erano stati richiesti in sede di attuazione del precedente strumento urbanistico e la previsione di una crescita nel decennio di 269 residenti stabili, passando dagli attuali 1.098 ai 1.347 del 2018. Ancora: si punta a una riqualificazione mirata dei servizi (viabilità, parcheggi) e nel discorso sono compresi il mantenimento delle strutture sportive (centro del fondo) e la realizzazione di nuove infrastrutture (tra le altre una palestra in un edificio comunale posto a dell’abitato).

Fra sessanta giorni (il tempo previsto dalla legge per la presentazione delle osservazioni) Oltre il Colle disporrà dunque del Piano di governo del territorio adottato con i voti favorevoli della maggioranza («Lista per il bene della nostra terra») e il voto contrario di un gruppo di minoranza («Crescere insieme»), assenti altri due gruppi (Lega Nord e Indipendenti).

La seduta è stata aperta dalla comunicazione delle dimissioni per motivi personali da assessore ai Servizi sociali di Yvette Epis che ha preannunciato la sua uscita pure dal Consiglio comunale dal 26 agosto. La seduta – quasi quattro ore e aula desolatamente semivuota («Ma dove sta l’interessamento di chi reclama soltanto in piazza?» si commentava tra i banchi dei consiglieri) – è proseguita con l’atto di adozione dello studio idrogeologico e sismico redatto dal geologo Marco Maggi, ed è stato dialogo parecchio vivace tra di «Crescere insieme» e il sindaco Rosanna Manenti. «Non abbiamo avuto tempo sufficiente e neppure la possibilità di esaminare il documento – ha attaccato Maurizio – per cui non ci si può chiedere di approvarlo a scatola chiusa, è una richiesta irresponsabile». «È un atto dovuto per legge e peraltro il documento era a disposizione degli interessati che avrebbero avuto la possibilità di visionarlo, per cui nessuna prevaricazione» ha precisato il sindaco Manenti. Quindi c’è stata la presentazione dettagliata della proposta di Piano di governo del territorio (due anni di minuzioso lavoro di indagine e quindi di individuazione di azioni), di cui si sono fatti carico gli estensori: l’architetto Miriam Persico e l’ingegnere Giorgio Manzoni. In premessa all’illustrazione del documento, il sindaco ha esplicitato la scelta politica che ne ha determinato le linee direttrici: no alla speculazione edilizia, per cui quantità estremamente ridotte di cemento sul territorio, riqualificazione e valorizzazione dell’esistente, rispetto dei terreni agricoli e in senso più lato dell’ambiente naturale, che è presupposto per lo sviluppo economico del paese nel binomio agricoltura e turismo. «Le nuove istanze turistiche avanzano in questo senso – ha osservato il sindaco – e non si vuole perdere questa opportunità».

Di parere opposto la minoranza, per voce del capogruppo Maurizio, che dopo aver espresso plauso al sindaco per l’intenzione di bloccare selvagge speculazioni edilizie, ha ribadito le accuse di carenza di informazione sul documento, chiedendo spiegazioni su alcuni punti. «La proposta di piano non ci convince, è troppo mortificante e non favorirà lo sviluppo». Ed è stato voto contrario.

Sergio Tiraboschi – L’Eco di