Zogno – Studenti sul piede di guerra alla scuola superiore «» di . Stavolta la colpa non è dei trasporti o della campanella dell’intervallo, troppo breve. Anche i docenti della scuola superiore brembana hanno deciso di non accompagnare i ragazzi alle gite scolastiche, come protesta contro la riforma Gelmini. Ma i ragazzi brembani non l’hanno presa bene o, comunque, non come i colleghi degli istituti superiori cittadini «Secco Suardo» o «Belotti», dove è già stato approvato dai docenti lo «sciopero delle gite», senza pesanti repliche da parte dei ragazzi. Al «Turoldo» hanno deciso invece di ribellarsi al sistema che, dicono, li penalizza. In alcuni casi propongono di pagare di tasca propria gli insegnanti, basta che la gita in un modo o nell’altro si faccia.

In alternativa, i rappresentanti d’istituto e diversi ragazzi della scuola vorrebbero effettuare gite autogestite senza docenti, organizzandosi autonomamente, assentandosi per uno o più giorni dalle lezioni. Non manca dunque lo spirito d’iniziativa ai circa 1.200 giovani che frequentano l’istituto superiore, come tiene a sottolineare Leonardo Valceschini di Brembilla, a capo pure della lista studentesca «La scuola agli studenti» che concorrerà a breve alle elezioni dei rappresentanti d’istituto. «Molti di noi non manifesteranno domani in occasione dello sciopero nazionale contro la riforma della scuola. I docenti hanno utilizzato il pretesto delle gite per avere il nostro appoggio, ma non è la maniera corretta. Alcuni ragazzi sciopereranno solo per evitare un giorno di scuola».

Stesso pensiero pure per Marco Fornoni di Oltre il Colle: «Spiace che siamo sempre noi studenti a rimetterci, le gite sono uno dei momenti più attesi dell’anno scolastico. C’è chi è convinto che il taglio delle visite d’istruzione colpirà pure l’indotto economico». I docenti del «Turoldo» hanno approvato nel corso di un’assemblea sindacale, con larghissima maggioranza (solo tre contrari e otto astenuti), una mozione che prevede il «blocco dei viaggi d’istruzione». Invitano quindi i Consigli di classe a non inserire nella programmazione annuale le gite scolastiche più lunghe di un giorno, limitandosi a quelle ritenute strettamente necessarie per la qualificazione del curricolo, come spiega Antonino Neri, rappresentante sindacale al «Turoldo»: «Ci lamentiamo degli effetti che la manovra finanziaria e la riforma Gelmini hanno prodotto sulla scuola pubblica: una situazione insostenibile, tra cui il taglio della diaria per i docenti che accompagnano i ragazzi in gita».

«Ci siamo offerti di pagare noi studenti la gita ai professori – commentano Camilla Rota di Villa d’Almè e Giulia Cattaneo di Valleve –, ma non hanno accettato. Le gite sono un momento importante del percorso scolastico». Mentre Giuseppe Afric e Asia Gentili di San Pellegrino sottolineano come «dal punto di vista di noi studenti è sbagliata l’adozione del blocco delle gite. Perdiamo un’occasione unica di confronto e socializzazione con altri coetanei». «Non sciopererò – aggiunge Jacopo Berlendis di Zogno –, è la protesta degli insegnanti, non degli studenti. Son convito che si possano adottare anche altre forme di confronto per ottenere buoni risultati». È indecisa invece Wisal Benlemlih di Zogno: «C’è parecchia confusione per lo sciopero di domani – conclude –, io mi confronterò con i compagni e poi deciderò».

L’Eco di Bergamo