Valle Brembana – Con un lancio di dadi è possibile «volare» dalla scalinata del casinò municipale di San Pellegrino Terme alla fontana tricuspidale di Serina. Un percorso costruito su due lettere, una «V» e una «B», che uniscono 50 luoghi della Valle Brembana. È la singolare iniziativa promossa dalla Valle Brembana che, recuperando un vecchio progetto nelle scuole della valle, ha dato vita al Gioco dell’oca della Valle Brembana.

Cinquanta caselle che rappresentano non solo i luoghi più belli e tipici della valle, ma anche animali, professioni, piatti tradizionali e tanto altro.

L’idea è stata ripresa da un concorso di una quindicina d’anni fa lanciato nelle scuole elementari, in cui i bambini dovevano creare un gioco dell’oca che avesse per soggetti delle peculiarità del territorio brembano: 47 caselle, quindi, erano già state realizzate allora, le nuove tre (lago di Cassiglio, Conca dell’Alben e lo sciatore) sono state disegnate da Stefania Busi. La (su proposta dell’assessore al Turismo ), in collaborazione con l’assessorato al Turismo della Provincia, ha sintetizzato i vari lavori delle scuole, recuperando quanto era stato fatto dagli studenti.

In generale lo scopo è la valorizzazione della valle. Ma non solo. Infatti il gioco verrà distribuito in tutti gli uffici turistici e, da settembre, nelle scuole primarie. Dunque una doppia specifica finalità: far conoscere ai turisti la Valle Brembana ed educare i bambini ad apprezzare ciò che di importante li circonda. La distribuzione è già incominciata sabato scorso al piazzale del mercato di Zogno. Per quell’occasione la Comunità montana ha preparato uno stand al fine di diffondere le proprie iniziative, con tanto di opuscoli accompagnati da informazioni e, naturalmente, con il gioco dell’oca.

«La risposta della gente è stata positiva, tanto dei villeggianti che degli abitanti della valle – ha detto il vicepresidente della Comunità montana Giovanni Fattori –. A settembre inizierà la distribuzione nelle scuole». Una cinquantina di copie del poster «Gioco dell’oca» sono già state distribuite agli uffici turistici e alle Pro loco della valle.

Alberto Marzocchi – L’Eco di Bergamo