I piccoli comuni di rappresentano un presidio per il territorio. Eliminarli sarebbe un errore. Piuttosto occorre associare i servizi e un maggiore coordinamento». L’idea che la frammentazione amministrativa della sia un punto di debolezza sembra non convincere più di tanto i sindaci. Dice Giuseppe Berera, sindaco di , poco più di 206 abitanti: «La frammentazione non l’abbiamo voluta noi, è una conseguenza naturale della morfologia del nostro territorio. È nata per motivi geografici. Lo stesso , per esempio, un tempo era in realtà composto da più realtà amministrative».

«Detto questo – prosegue il sindaco – può anche andare bene l’unificazione di più Comuni: con e , probabilmente, si potrà ipotizzare un’unione anche amministrativa. Ma anche con le unificazioni bisognerà avere sempre attenzione per le realtà più distanti». Concorda il sindaco di un paese più grande, Vittorio Milesi di San (poco meno di 5.000 abitanti): «I piccoli comuni hanno un ruolo fondamentale di presidio del territorio e sono un punto di riferimento per la popolazione. Non è togliendo municipi e scuole che si favorisce il ripopolamento della valle. Certo, la frammentazione può essere un ostacolo: allora bisogna potenziare il ruolo di coordinamento della ».

«In Regione stiamo proprio ragionando su questo – aggiunge il presidente della Comunità montana Alberto Mazzoleni, sindaco di – ovvero su come rafforzare il compito di coordinamento dell’ente comunitario, senza prevaricare sulle singole realtà amministrative. D’altronde tagliare i costi della politica, ovvero accorpare i comuni, avrebbe come conseguenza l’impoverimento del territorio. Meglio associare i servizi e, comunque sia, un’eventuale unione di più comuni dovrebbe nascere come richiesta dal basso e non come imposizione».

L’Eco di Bergamo