A vincere l’effetto sorpresa e il premio simpatia. I Cornoltis passano la prima semifinale di Emergenti 2011. Ora li attende la finale, «ai calci di rigore, come l’Italia ai mondiali del 1994 – commenta Mario Apicella, voce e chitarra – il nostro obiettivo sarà arrivare secondi». Loro sono così. Battuta pronta, testi che srotolano giochi di parole e doppi sensi. Una parodia della vita quotidiana locale e italiana messa in musica con intelligenza.

Canzoni ironiche e popolari
È innegabile, sono unici nel loro genere: canzone ironica dal contenuto popolare, dove le parole hanno maggior peso della qualità musicale. La loro forza sta in questo e riescono a contagiare chi li ascolta. Ed ecco che i ritornelli di T’appeti e Il mio carrozziere rimangono in testa, come mantra da snocciolare in ilarità.

Le «meteore» anni Ottanta
Se la loro fonte di ispirazione è la televisione commerciale, le «meteore» anni Ottanta – Novanta, come Gianni Drudi, di cui hanno riproposto la cover Fiki fiki, per i Route 69 è tutt’altra musica. Il gruppo di ha altro spessore. Attacca la spina nell’amplificatore ed è «rock, bellezza». Sul palco è in scena l’energia. Si vede e si sente grinta musicale. Non avranno passato la semifinale, ma la loro musica sì. Nonostante l’assenza del chitarrista Fabio Sonzogni, per motivi di lavoro, il gruppo è compatto, il suono solido. Come cover, Won’t get fooled again degli Who. Se il gruppo britannico ha firmato la storia del rock degli anni Settanta, lasciando un’impronta esplosiva, rimarcata nell’inno generazionale My generation del 1967, i Route 69 sono pronti a lasciare la loro traccia, all’insegna della libertà. Sul palco mettono l’anima, perché suonare è una forma di riscatto dalla routine quotidiana. E con il loro pezzo Fly in a strange sky lo esprimono. «La canzone racconta la voglia di disconnettersi dalla frenesia e monotonia della realtà quotidiana. Indossiamo ali per spiccare il volo, per intraprendere un viaggio in un mondo costruito sulla fantasia», spiega Nicola Rondi, voce del gruppo, fare espressivo da rocker.

Daniela Morandi – L’Eco di Bergamo

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