Ornica – Ancora adesso non riusciamo a crederci. E’ stato come vivere un film” ancora scossi Ferruccio e Marta Ruffoni di , 56 e 24 anni, padre e figlia di sono due degli oltre 4.234 passeggeri della Costa Concordia, la nave da crociera che si è incagliata venerdì 13 gennaio al largo dell’isola del Giglio. Una crociera che si è trasformata in tragedia. Oltre ai tre morti mancano ancora all’appello circa una quarantina di . “Eravamo al bar del ponte 5 – racconta Marta – quando c’è stato un enorme boato, è le hanno iniziato ad urlare, a scappare senza una direzione precisa, ma tutti terrorizzati”.

Poi la nave ha iniziato a piegarsi. Nessuna spiegazione dal personale di bordo fino a quando alle 22,30, un’ora dopo l’impatto, è suonato l’allarme. “Dall’altoparlante è stato dato l’avviso di indossare i giubbotti, che avevamo in camera, e di raggiungere i ponti esterni”. Ferruccio e Marta sono riusciti poi a raggiungere una delle scialuppe. “La nostra è stata la penultima scialuppa a lasciare la nave. Il personale? Molto gentile, ma impreparato ad affrontare una situazione del genere”. Giunti a terra i due ornichesi sono stati soccorsi dalla popolazione, poi sono stati sul primo traghetto per Santo Stefano e, sabato sera hanno raggiunto in autobus Savona.

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